Casini: noi per il premier. Bersani: da solo non va avanti
NEW YORK - Un sasso, anzi un masso nello stagno. L’intervento di Mario Monti in mattinata al Council on Foreign Relations era stato alquanto chiaro, con molte precisazioni, ma l’attenzione di tutti si è concentrata quasi esclusivamente su una particolare e clamorosa frase del presidente del Consiglio, quella in cui non escludeva di mantenere l’incarico anche «dopo le elezioni del prossimo aprile». Le parole hanno aperto una valanga di reazioni. «La lista che noi presenteremo alle prossime elezioni politiche sarà chiara - ha avvisato Pier Ferdinando Casini -: chiederà agli italiani di richiamare in servizio effettivo e permanente anche dopo il voto Mario Monti, perché il nostro Paese ha bisogno di lui». Davanti a una domanda di un giornalista, che gli chiedeva se con Monti dovrebbe rimanere anche il presidente Napolitano, il leader dell’Udc ha risposto secco: «Il tandem ha funzionato bene, non c’è dubbio». Di segno opposto la reazione di Pier Luigi Bersani, che ha invece dichiarato che il Paese necessita di un ritorno alla normale politica democratica: «Il governo lo decidono gli elettori - ha protestato - altrimenti l'Italia resterebbe in una condizione di emergenza, e questo non aiuterebbe nessuno nel Paese, in Europa o nel mondo. Se qualcuno pensa di prenotare le elezioni, e di rendere il voto inutile e che mi ritrovo il giorno dopo a dover fare una maggioranza con Berlusconi o Grillo, io mi riposo. E se mi si viene a dire che l'Italia non è abbastanza matura perché la politica possa caricarsi di tutte le responsabilità - ha proseguito Bersani - allora io dico che le elezioni si fanno in tutta Europa». E poi, tornando a sera sull’argomento, ancor più nettamente: «Monti è una risorsa del Paese. Ma se vuole continuare senza maggioranza politica, gli dico che non è possibile».
Dopo che le sue parole avevano causato un subbuglio politico come non si vedeva da tempo, a New York il premier Monti ha tenuto un incontro con la stampa italiana nel pomeriggio per mettere un po’ di puntini sulle i. «Sono quasi sicuro che dalle urne uscirà una maggioranza chiara e un leader politico in grado di guidarla: non ho un piano, ma solo spirito di servizio», ha precisato. «In ogni contesto riscontro preoccupazione e incertezza dai mercati. Io offro rassicurazione». Chiosando poi, ad abundantiam: «Non sarà la comunità internazionale a decidere il futuro dell'Italia, perché sono i cittadini italiani a dover fare le loro scelte».
Il discorso di Mario Monti al Council, in mattinata, era avvenuto a latere dell’inaugurazione dei lavori dell’Assemblea Generale dell’Onu. Era chiaro che il moderatore del dibattito sperava proprio che Monti si candidasse lì sull’istante a ricoprire di nuovo lo stesso incarico, tant’è che a un certo punto gli ha chiesto a bruciapelo: «Ci può assicurare, o non assicurare che Berlusconi non diventerà di nuovo primo ministro?». Con tatto, senza condividere le risate del pubblico, Monti ha risposto: «Vi posso assicurare che sarebbe del tutto normale se il presidente Berlusconi decidesse di ricandidarsi. Non si è rifugiato su un’isola deserta, è sempre stato presente».
Su una propria personale candidatura, Monti aveva spiegato: «Quando sono diventato primo ministro ho messo bene in chiaro, e intendo mantenere quel che ho detto, che non mi sarei candidato alle elezioni». E poi ha aggiunto: «Ci saranno le elezioni. E’ mia speranza che ci sarà un risultato chiaro, con una chiara possibilità che si formi una maggioranza che crei un governo guidato da un leader politico». E solo a questo punto ha precisato: «Dovessero crearsi le circostanze in cui si credesse che io possa aiutare dopo le elezioni, io ci sarò». Ma naturalmente ha parlato ancora tanto di economia, il professore. Ricorrere ad aiuti in chiave anti spread, ha chiarito a Bloomberg tv «non è un disonore», anche se «facciamo il nostro meglio per farcela da soli, con le nostre forze».