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Data: 28/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Caso Sallusti, verso la modifica della legge. Farina, l’ex agente “Betulla”, confessa: «Ho scritto io l’articolo». Mentana: «Ormai è tardi, infame»

ROMA Cambiare subito le norme sulla diffamazione per adeguarle all’Europa. All’indomani della sentenza che ha condannato a 14 mesi di carcere il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, Giorgio Napolitano e Paola Severino concordano sulla necessità di modificare la normativa, tenendo conto delle indicazioni della Corte Europea di Strasburgo sulla responsabilità del direttore, «non escludendo possibili ricadute concrete sul caso Sallusti». In Europa infatti punire con il carcere un reato commesso a mezzo stampa non è compatibile con la libertà di espressione dei giornalisti garantita dall’articolo 10 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. «Il carcere deve essere sempre un’extrema ratio: se ci sono possibilità alternative vanno percorse», dice il ministro della Giustizia Severino, dopo il colloquio con Napolitano. Parole che suonano come una risposta indiretta alle accuse lanciate al Colle da Sallusti sul Giornale. Nell’articolo intitolato «In Italia più che gli euro mancano le palle», Sallusti attacca Napolitano reo «di non aver fatto nulla di serio per arginare la magistratura politicizzata». Nello stesso articolo Sallusti annuncia le sue dimissioni da direttore e anticipa che non accetterà alcuna misura alternativa al carcere né chiederà la grazia al capo dello Stato. E ieri, in un video postato sul sito del Giornale, Sallusti ha aggiunto: «La cosa che più mi addolora non è la prospettiva del carcere ma dover lasciare la direzione del Giornale». Alla Camera intanto Renato Farina, l’ex “agente Betulla”, ha confessato di essere lui l’autore del pezzo firmato “Dreyfus” che ha portato alla condanna di Sallusti . «Intervengo per un obbligo di coscienza, se Sallusti conferma la sua intenzione di rendere esecutiva la sentenza accadrà un duplice abominio: sarebbe sancito con il carcere l’esercizio del diritto di opinione e Sallusti finirebbe in prigione per un errore conclamato: quel testo a firma Dreyfus l’ho scritto io e me ne assumo la responsabilità giuridica» dice Farina che non può firmare i suoi pezzi perchè è stato radiato dall’Ordine dei giornalisti in seguito all’inchiesta su Abu Omar in cui è emerso che veniva pagato dai servizi segreti. Farina ha poi chiesto «scusa» al magistrato Concilovo, il giudice che ha querelato Sallusti, «Non aveva invitato nessuna ragazza ad abortire: l’ha autorizzata ma non è la stessa cosa», ammette. La «confessione» tardiva arriva però il giorno dopo l’ammissione di Vittorio Feltri a Porta a Porta che si è detto molto deluso da Farina. «L’ho difeso tutta la vita, speravo che avesse un minimo di coraggio, invece è un vigliacco», le sue parole su Farina. Durissimo su twitter anche Enrico Mentana che rivolto all’agente Betulla scrive: «Ormai è tardi, infame». Intanto il direttore del Giornale è stato rinviato a giudizio per un altro caso: il giudice Maria Grazia Domenico ha infatti disposto il processo nei suoi confronti per omesso controllo e per diffamazione nei confronti del generale Antonio Pappalardo. Il ministro della Giustizia ha anticipato come il governo pensa di intervenire per modificare le norme. Le strade sono due: «Riprendere l’esame di un disegno di legge già pendente in Parlamento, calendarizzandolo velocemente, oppure pensare a un ddl del governo». «I mezzi per intervenire ci sono le posizioni sembrano convergenti e i tempi sono maturi», dice la Guardasigilli. D’accordo alle modifiche è anche il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti. Per Vietti però è necessario mantenere fermo «il giudizio di disvalore per la lesione dell’altrui reputazione e nel rispetto del principio dell’uguaglianza».

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