PESCARA - La notte porta consiglio e qualcosa di importante deve essere accaduta nelle ultime ore per spingere il capogruppo Pd alla Regione, Camillo D'Alessandro a dire: sto con Bersani. Per carità, le simpatie per Matteo Renzi non si cancellano dall'oggi al domani: «Renzi è e rimane una straordinaria risorsa per un partito moderno e capace di stare al passo con i tempi». Ma poi D'Alessandro rompe gli indugi: «Non mi appassionano le critiche sul profilo personale di Renzi, cui naturalmente non partecipo. Mi convincono, al contrario, le attitudini e le capacità di Bersani per le difficili e imminenti attività di governo del Paese». Solo poche ore prima D'Alessandro aveva invitato il Pd a non monopolizzare il dibattito sulle primarie attorno al segretario, ritenendo la pluralità delle idee una risorsa a cui attingere. Ora però la sua scelta è netta: «Sto rileggendo, con un gruppo crescente di amici, l'esperienza di Bersani alla guida della Regione Emilia Romagna e del ministero dello Sviluppo economico. Non trovo che argomenti a favore per esaltare la sua significativa esperienza istituzionale, che rappresenta un indiscutibile valore. Noi sosteniamo Bersani, che va aiutato a non essere il candidato di una parte, di un’identità culturale conosciuta meglio nel passato e radicata nel secolo scorso». Ma la chiave di lettura è forse in coda alla nota: «Area Democratica, insediata e organizzata da Franceschini, che mi onoro di aiutare in Abruzzo, sostiene Bersani con lealtà e con l'insieme delle proprie idee irrinunciabili».
Intanto Donato Di Matteo ha qualcosa da dire al Comitato dei renziani guidato da Giacomo Cuzzi: «Sono io ad inseguire il vero rinnovamento. Per venti anni ho combattuto il nepotismo e il carrierismo. Non prendo lezioni dai figli d'arte, gente che viene da generazioni di politici, perché è questo a creare la deviazione del clientelismo. Ecco perché oggi ho tutto il dovere di essere io un rottamatore». Anche Di Matteo, ex assessore e consigliere regionale Pd, oggi impegnato solo nella sua professione di medico, era stato dato molto vicino a Renzi, ma aveva smentito: «Quando deciderò di tornare alla politica sarò io stesso a comunicarlo». E c'è da giurare che non ci sarà molto da attendere.