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Data: 29/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Luce-gas, rincari da lunedì Carrello della spesa +4,7%

Inflazione ferma (3,2%) a settembre ma corrono i prezzi di cibo e carburanti Per le bollette aumenti leggeri ma si aggiungono alla stangata di primavera

ROMA È già un autunno caldo quello dei prezzi. Da lunedì prossimo le tariffe di luce e gas aumenteranno ancora, per la quarta volta quest’anno, mentre il carrello della spesa degli italiani, quello con cui le famiglie fanno i conti tutti giorni, ha già registrato a settembre un balzo del 4,7%. Nonostante il calo evidente dei consumi, i prezzi dei beni di prima necessità acquistati con più frequenza continuano infatti ad aumentare. La responsabilità maggiore sta nei rincari dei listini dei carburanti. Tra agosto e settembre, ha rilevato l’Istat, il prezzo della benzina è salito del 4% e quello del gasolio del 3,1%. Impennate a due cifre balzano agli occhi nel confronto annuale: +20,2% per la verde (in netta accelerazione rispetto al +15,1% di agosto) e +21,7% per il diesel (dal +17,5% di agosto). Numeri che fanno chiedere alla Confcommercio «di trovare meccanismi efficaci di contenimento del gettito derivante dall’accisa sui carburanti, nonchè di dimenticare i previsti ulteriori aumenti dell’Iva». Aumenti ci sono stati però anche per i prezzi di un altro capitolo fondamentale, quello degli alimentari, che a settembre ha segnato un +2,9% rispetto al 2011, l’incremento più alto da dicembre del 2011. Con ricadute che, secondo i consumatori, arriveranno a superare i 260 euro annui. Consola poco, dunque, il dato generale dell’inflazione, che, grazie soprattutto alla flessione stagionale dei servizi, questo mese è rimasto stabile al 3,2%. Una cifra che supera peraltro la media europea, nonostante l’aumento dal 2,6% di agosto al 2,7% di settembre registrato da Eurostat. Ulteriori rincari sono del resto dietro la porta. Per l’ultimo trimestre dell’anno, quindi da lunedì prossimo, primo ottobre, l’Autorità per l’energia ha stabilito nuovi aumenti di luce e gas, rispettivamente dell’1,4% e dell’1,1%, con un aumento di spesa complessivo di quasi 22 euro (14 per il gas e 7,6 per l’elettricità). Piccoli ritocchi rispetto ai maxi aumenti di questa primavera, ma comunque inevitabili alla luce dei rialzi della materia prima, ovvero delle quotazioni petrolifere a livello internazionale (+20% in meno di tre mesi), e delle ripercussioni, ancora sostanziose anche se in via di ridimensionamento, degli incentivi alle rinnovabili. Per le bollette degli italiani non sembra dunque esserci pace, visto che solo nel 2012, gli incrementi sono stati quattro consecutivi. «Anche se più contenuti del previsto, gli aumenti ci saranno e si poteva fare di più per evitarli. - affermano Adusbef e Federconsumatori - Chiediamo che il Governo si dia da fare per contrastare qualsiasi ulteriore rialzo. I continui rincari, infatti, non fanno altro che decurtare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, continuando ad infliggere pesanti danni all’intera economia». L’aumento delle tariffe energetiche da ottobre taglia la capacità di spesa delle famiglie e la competitività delle imprese. Lo afferma la Coldiretti, sottolineando che l’ulteriore aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo perchè riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare. Un incremento che colpisce l’agricoltura dopo il rincaro-record a luglio del 26,2% per i costi dell’energia elettrica a carico delle imprese, secondo una analisi dell’organizzazione su dati Ismea.

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