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Pescara, 26/03/2026
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Data: 29/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Ora si litiga per le sedi regionali. Chiodi contrario alla duplicazione degli uffici e dei costi Ma destra e sinistra insorgono: «Pescara non si tocca»

PESCARA Ci sono voluti quasi quarant'anni, ma finalmente qualcuno se ne è accorto. La duplicazione di uffici, sedi e assessorati, che caratterizza la Regione Abruzzo fin dai tempi della scelta del capoluogo, è una fonte di sprechi non più sostenibili. Ai costi di mantenimento delle strutture e del personale, si sommano le indennità, i rimborsi e le diarie che spettano ad amministratori e consiglieri per fare la spola tra L'Aquila e Pescara. Un mostro bicefalo, che in tempi di razionalizzazione forzata non può più essere tollerato. «E' un’anomalia che va eliminata - ammette il presidente della Regione, Gianni Chiodi - ma non ci si riesce». Apriti cielo, le dichiarazioni di Chiodi riportano tutti sulle barricate. Dopo la stucchevole guerra di campanile in difesa dei recinti provinciali, si ergono steccati a protezione degli uffici regionali. Sembra di essere tornati ai moti popolari degli anni Settanta, con la battaglia per il capoluogo tra L'Aquila e Pescara: sono cambiati i protagonisti, non ci sono disordini, ma toni e punti di vista appaiono inalterati. «Non posso rimanere sorda di fronte alle assurde affermazioni di Chiodi - attacca la consigliera comunale di Pescara, Paola Marchegiani, che chiude la porta a ogni ipotesi di soppressione delle sedi regionali nel capoluogo adriatico -. Pescara ha vissuto ore drammatiche e dolorose negli anni Settanta, e i sette assessorati assegnati alla città sono solo un contentino, visto che per centralità geografica e popolazione residente, Pescara avrebbe avuto pieno diritto ad essere nominata capoluogo di Regione». Nel corso della passata amministrazione, fu proprio un suo collega del Pd, Marino Roselli, a caldeggiare la realizzazione della nuova sede del Consiglio Regionale, in Piazza Unione a Pescara. «Non avevo dubbi che il presidente Chiodi coltivasse progetti così demolitivi contro Pescara - prosegue Marchegiani - ma non sarà difficile far capire, almeno agli eletti di buona volontà, che Pescara è la città-regione». Sulla stessa lunghezza d'onda il consigliere regionale del Pdl, Lorenzo Sospiri. «La sede della Regione a Pescara non si tocca, il presidente Chiodi si è espresso male o è stato mal interpretato - taglia corto Sospiri -. Il problema dei costi non dipende dalla duplice localizzazione, ma semplicemente dalla questione dei fitti, che ci vede impegnati nell’ottimizzazione e valorizzazione dei nostri uffici, con la dismissione di tutte quelle locazioni che rappresentano solo una spesa, al fine di giungere a una sede unica». Proprio su quest'ultimo punto, il Pd pescarese incalza la Regione: «Appare incredibile che a fronte di una condizione di inadeguatezza delle sedi, e con circa due milioni di euro spesi ogni anno in affitti, la Regione cerchi ancora locali da affittare, anziché attivarsi per la realizzazione delle famose torri, nella zona di via Tiburtina, che dovranno ospitare le nuove sedi a Pescara». L'unico assist, per certi versi inaspettato, Chiodi lo riceve da uno dei suoi avversari più agguerriti. «Da pescarese, rispetto al mausoleo di Piazza Unione, con uffici quasi costantemente vuoti, e con un corridoio stretto e lungo adibito a sala del Consiglio - rimarca il capogruppo regionale dell'Idv, Carlo Costantini - preferisco avere a disposizione qualche milione di euro in più, per risolvere i problemi del porto e della marineria». Costantini, quando la passata amministrazione di centrosinistra inaugurò la struttura, rifiutò di partecipare. «È un’opera che è servita solo a chi l’ha venduta e a chi l’ha fatta realizzare - conclude l'esponente dell'Idv -. Se Chiodi, nella prospettiva di accelerare la realizzazione della sede unica di Pescara, intende liberarsi della sede di Piazza Unione, venga in aula con la proposta e avrà il nostro voto». Si polemizza sulle strutture e sugli affitti, ma nessuno sembra disposto ad affrontare di petto il mostro bicefalo.

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