CHIETI «La proposta di unire le Province di Chieti e Pescara, con quest’ultima nuovo capoluogo, non ha ottenuto la maggioranza in seno al Cal. Serve una mobilitazione generale per difendere l’autonomia di Chieti». I big del Pdl teatino, il senatore Fabrizio Di Stefano e l’assessore regionale all’agricoltura Mauro Febbo, lanciano un appello alla popolazione per scongiurare che Chieti perda lo status di capoluogo di provincia. Sull’argomento, sempre ieri, è intervenuto anche il Pd. «La partita sul riordino delle Province è ancora aperta» dice in coro il Pd «ma il Pdl porti una proposta seria per Chieti in consiglio regionale ragionando sulla macro area indicata dal Cal». La Consulta delle autonomie locali ha votato a maggioranza, otto voti contro i cinque che spingevano per l’autonomia di Chieti e L’Aquila con la formazione di una terza Provincia Pescara-Teramo, la realizzazione della doppia Provincia in Abruzzo, L’Aquila-Teramo e Chieti-Pescara con la città adriatica capoluogo. «Ma questa ipotesi» osserva Di Stefano «ha raccolto solo il 40% dei consensi. Ringraziamo i sindaci di Palmoli e Fresagrandinaria che hanno votato per salvaguardare la Provincia di Chieti mentre il sindaco di Francavilla ha disatteso le indicazioni dell’ente provinciale di cui fa parte. Adesso rimbocchiamoci le maniche in vista del 23 ottobre». Quando il consiglio regionale si esprimerà sul riordino delle Province. «Ribadiremo l’esigenza di realizzare tre Province con Chieti che non va toccata. Occorre, però, l’aiuto di tutti a partire» dice Febbo «dalle associazioni e dagli ordini professionali cittadini». Camillo D’Amico, capogruppo provinciale del Pd, boccia l’operato del Cal e bacchetta il centrodestra teatino. «E’ stato ininfluente» attacca «e ora bisogna presentare una soluzione sensata in consiglio regionale a difesa del nostro territorio e dei 15 uffici pubblici dislocati nella città capoluogo». Alessio Di Iorio, capogruppo comunale del Pd, chiede al Pdl di muoversi mentre Enrico Iacobitti etichetta l’ipotesi delle tre Province come un fallimento del Pdl