Carpineta: «Spendiamo due milioni e mezzo l’anno»
PESCARA - Le parole del governatore Gianni Chiodi sull’anomalia di una Regione dalle doppie sedi, a parte le reazioni risentite in difesa delle prerogative dell’Aquila (il segretario di ApIndustria Massimiliano Mari Fiamma) e di Pescara (la consigliera comunale Pd Paola Marchegiani), hanno in realtà riacceso luci troppo in fretta spente sulle abbondanti somme che la Regione sborsa per pagare affitti di appartamenti e palazzi dove alloggia il personale che non trova posto nelle sedi di proprietà dell’ente, e sui tempi stranamente lenti con cui procede l’iter per la realizzazione delle nuove sedi di proprietà che dovrebbero riunire tutti gli uffici regionali assegnati a Pescara, razionalizzando e risparmiando invece di rendere felici i proprietari degli immobili affittati alla Regione e perplessi i cittadini governati da un ente dalla borsa tanto prodiga.
Trentaquattro affitti da pagare, la maggior parte a Pescara. Secondo Il Sole 24 Ore, nel 2010 la Regione aveva speso in affitti poco meno di cinque milioni di euro. Il capogruppo Pd al Comune di Pescara, Moreno Di Pietrantonio, ridimensiona l’importo ma non l’irritazione: «Ogni anno la Regione spende due milioni in affitti, ma cerca ancora locali da affittare invece di attivarsi per le nuove sedi dei suoi uffici a Pescara. Sedi che farebbero risparmiare somme notevoli. Ci chiediamo cosa ci sia dietro il blocco di qualsiasi attività di Regione e Comune nel portare avanti il progetto nella zona indicata, quella della Tiburtina. Cosa stanno facendo Regione e Comune? E i consiglieri regionali che rappresentano Pescara? Chiediamo a tutti un’assunzione di responsabilità, perchè dalle nuove sedi discenderà un notevole risparmio per le casse pubbliche». Il capogruppo Idv alla Regione, Carlo Costantini, batte sullo stesso di tasto di Di Pietrantonio e aggiunge: «A cosa è servito il mausoleo di piazza Unione, dagli uffici vuoti e dallo stretto corridoio adattato a sala del Consiglio regionale, a sua volta inutilizzata? E’ servito a chi l’ha venduto e a chi l’ha fatto realizzare, non ai cittadini». Riflessione interessante.
Assessore Federica Carpineta, allora: quanto sborsate per questi affitti, cinque milioni o due? «Due e mezzo. Un milione e 200mila per i locali affittati a Pescara, 900mila euro per quelli dell’Aquila, il resto per le altre città. Ma già nelle prossime settimane risparmieremo centomila euro facendo a meno dei alcuni locali». Si risparmierebbe molto di più riunendo gli uffici di Pescara, dove da anni l’esborso di pubblico denaro è enorme, in un’unica sede di proprietà della Regione. C’è un progetto arenato, cosa sta accadendo? «La commissione tecnica ha terminato il suo lavoro sulle offerte pervenute, ora siamo in attesa delle mosse del Comune di Pescara, che deve informarci sulle sue scelte. A quel punto si passerà alla valutazione delle proposte sotto il profilo economico». Le proposte in competizione sono due, ormai, ma si continua a perdere tempo. «Dobbiamo aspettare il Comune». Fino a quando? E’ ipotizzabile una data? «Io spero che, per la fine della legislatura, si possa definire il nome dell’impresa vincitrice. Quelle sedi sono indispensabili per risparmiare sugli affitti». Già, ma nulla si muove, e i dubbi aumentano. C’è la volontà politica di realizzarle, le sedi, o calcoli e convenienze allontanano la soluzione del problema? Perchè si preferisce pagare pesanti affitti anzichè far respirare le casse pubbliche? Cosa c’è davvero in gioco? Domande che aspettano risposta, dubbi. Inquietudini. Altro che spending review, qui c’è l’ombra di vecchie abitudini.