Il portavoce di Merkel: con l’attuale governo lavoriamo bene
ROMA- Il governo tedesco reagisce all’attacco sferrato da Berlusconi nei confronti della politica economica della Germania, definita «un Paese non solidale». E bolla con un sonoro «assurdo» lo scenario disegnato dall’ex premier italiano secondo il quale non sarebbe l’Italia «a dover uscire dall’eurozona, ma proprio la Germania. Cosa che non sarebbe un dramma». A nome del cancelliere tedesco, Angela Merkel, parla il portavoce, Steffen Seibert, che spiega: «L'idea che la Germania possa lasciare l'euro e che questo non comporterebbe un dramma per l'Europa è assurda». E più tardi anche l'ambasciatore tedesco a Roma, Reinhard Schafers, a margine della cerimonia di consegna della Commenda all'Ordine al Merito della Repubblica tedesca a Claudio Magris, torna sulla polemica innescata da Berlusconi. Il suo commento è lapidario e allarmato: «Se la Germania uscisse dall’euro sarebbe una tragedia per tutti noi, non soltanto per tutta l’Europa», sottolinea.
Non è un mistero che la Merkel abbia un rapporto ottimo con Mario Monti. E Seibert conferma, che, commentando la disponibilità dimostrata dal professore a un eventuale bis «qualora si dovesse ancora dare una mano» aggiunge: «Angela Merkel lavora bene e in stretto contatto con il premier Monti. Ovviamente - precisa - da portavoce del governo tedesco non vorrei raccomandare ai partiti di un altro Paese come devono comportarsi prima di un'elezione. Le riforme sono necessarie per l'Italia e per l'Europa. In questo senso - conclude - il governo tedesco come partner ed amico dell'Italia spera che questo spirito si ritrovi nella politica italiana anche dopo le prossime elezioni».
Spetta al vice presidente della Camera, Maurizio Lupi, assicurare la lealtà all’Europa del Pdl «che è un partito responsabile, non populista. Per questo diciamo no al referendum sull'euro». Tuttavia, Lupi mette l’accento sull’assenza di «una unità politica vera». «Dobbiamo costruire un'Europa più forte, un’unità politica vera e non basata solo su un'unione monetaria che senza quella politica si dimostra sempre più debole», sottolinea, garantendo che «il presidente Berlusconi ha più volte dimostrato di mettere al primo posto suo e del nostro partito l'interesse dell'Italia e degli italiani. Saranno gli italiani con il loro voto nella prossima primavera a decidere quale programma e chi dovrà guidare il Paese. Non bisogna aver paura della democrazia», ammonisce, citando Sandro Bondi che apre le porte a un «patto tra i grandi partiti su alcuni punti di programma per le riforme che si impegnano a rispettare, chiunque vinca le elezioni».
Diversa l’interpretazione di Michele Ventura del Pd, secondo il quale «c’è un solo modo per tranquillizzare i nostri partner europei e i nostri alleati oltreoceano, dare fiducia al Pd, guidato da Bersani. Come ha ben detto ieri il presidente Monti, è auspicabile che le elezioni riportino l'Italia alla normalità. Che gli italiani possano scegliere una politica di centrosinistra, saldamente ancorata all'Europa, o una di centrodestra che, come preannunciano le parole di Berlusconi, potrebbe farci ripiombare nel baratro dal quale tentiamo di uscire».