PESCARA. Tutti contro tutti. Sul fronte degli aumenti di stipendio dei consiglieri regionali, (5mila euro in più l'anno), polemiche e diffidenze, ora travalicano gli schieramenti politici e i partiti. Ieri a rilanciare lo scontro sono stati gli esponenti dell'Italia dei Valori, di Forza Italia e An. «Sino a quando durerà l'aumento delle tasse non vi sarà aumento del costo della politica», ha esordito Alfonso Mascitelli (Idv) che rivela, «sull'aumento non c'è condivisione con i capigruppo». «Basta girare attorno al problema», sbotta Giuseppe Tagliente, consigliere di Forza Italia.
«Se davvero lo si volesse», fa presente Tagliente «si potrebbe semplicemente sospendere il provvedimento di aumento delle indennità. Si tratta d'altronde di un provvedimento amministrativo. Siamo in un momento di vacche magre e se lo si vuole possiamo sospendere il provvedimento e riprenderlo quando e se ci sarà un momento migliore dal punto di vista economico».
Nel centrosinistra, gli fa eco il coordinatore dell'Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli che insiste per il taglio subito dell'aumento e ricorda come finora la Regione e la sua maggiiranza non abbiano fatto nulla per ridurre il costo della politica.
«La legge finanziaria regionale prescrive, che entro il 30 giugno deve essere raggiunta la finalità di riduzione complessiva dei costi», sottolinea polemico il coordinatore del partito di Di Pietro, «qualcuno di buona volontà ci dovrebbe spiegare come intendiamo raggiungere questi obbiettivi nei prossimi 5 mesi che restano se non incominciamo da subito con atti concreti e comportamenti conseguenti. Per questo non possiamo aspettare i tempi lunghi del parlamento nazionale e in alternativa alla risoluzione dei capigruppo verrà presentato lo stesso giorno un disegno di legge composto da un solo articolo che dovrà mandare alla nostra regione».
Tagliente ieri ha poi ribadito il suo pensiero, prendendosela con, «l'ipocrisia di certi partiti che deliberatamente non fanno chiarezza attorno a questo problema».
Nella polemica, si inserisce anche il consigliere di An Fabrizio Di Stefano, che fa sapere che il suo partito sta già elaborando una proposta: «Con il capogruppo Alfredo Castiglione stiamo studiando il modo per arrivare ad una riduzione del 10 per cento delle nostre indennità» rivela, «perché siamo contrari anche all'aumento di cui stiamo discutendo in questi giorni. Ma bisogna chiarire alcuni aspetti: l'aumento è contenuto nella legge finanziaria del 2007 voluta e approvata dai partiti del centrosinistra».
Ieri con l'innescarsi di nuove tensioni trasversali, si è saputo che alcuni esponenti della maggioranza sono al lavoro per trovare una via di uscita, proposta che dovrebbe essere portata nella seduta della giunta prevista per domani mattina. La questione è stata affidata ai Ds che si incontreranno in una pre riunione. La proposta però rischia di scontrarsi con un iter tecnico inusuale, perchè dovrebbe essere la giunta ad attivare un percorso su un argomento che riguarda il Consiglio regionale.
La comunicazione della Camera dei Deputati sull'aumento automatico delle indennità è stata, infatti, inviata alla fine di dicembre al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli. Ed, inoltre, non si tratta solo di un discorso formale ma anche politico: riusciranno i consiglieri di maggioranza e di minoranza a trovare «al di là delle parole» un accordo e rinuciare agli aumenti?. Per ora non è stato risolto nemmeno il problema del reperimento del milione di euro circa (450mila per il 2006 e 450mila per il 2007), tanto costeranno poi gli aumenti, soldi necessari per la copertura finanziaria di una spesa non preventivata e nemmeno messa in bilancio.