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Data: 03/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Disagi in tutta Italia e grandi città in tilt per lo stop del trasporto pubblico. Prigionieri nella metro A Milano malori e caos

Treni assaltati prima della ripresa dello sciopero, convogli fermi in galleria

MILANO Otto persone trasportate in ospedale per malori e svenimenti. Ma anche risse tra i passeggeri, paura e caos. . È il bilancio finale del pomeriggio di tensione alla fermata Lima della metropolitana di Milano nella giornata di sciopero del trasporto pubblico che ha creato disagi in tutta Italia. Il personale del 118 ha trasportato 5 persone in codice verde e 3 in giallo (si trattava di soggetti già affetti da patologie, soprattutto cardiache) negli ospedali Fatebenefratelli, Niguarda e Clinica Città Studi. Secondo la versione di Atm, l’azienda trasporti che a Milano gestisce le tre linee della metropolitana, alla fermata Lima passeggeri «agitati» hanno tentato in tutti i modi di passare prima della chiusura dei cancelli e di salire su uno degli ultimi convogli della linea 1 della metropolitana in transito prima dell’ inizio della seconda fase dello sciopero; le porte del convoglio si sono bloccate, qualcuno che tira il freno di emergenza e, infine, i passeggeri che dal treno si rifiutano di scendere. Secondo l’Atm, una volta bloccate le porte e tirato il freno di emergenza, il convoglio, per motivi di sicurezza, non poteva più muoversi. Una passeggera, Liana Zorzi, che si trovava su un treno fra la stazione di Porta Venezia e di Lima ha raccontato che «il convoglio si è fermato praticamente a cinquanta metri dalla stazione di Lima. Qualcuno ha aperto le porte, Ci sono state scene di panico, una bambina vicino a me si è sentita male». Lo sciopero ha mandato in tilt le grandi città. Le metropolitane sono rimaste chiuse mentre gli autobus hanno viaggiato a singhiozzo creando non poche difficoltà a chi aveva bisogno di spostarsi con i mezzi pubblici e in generale al traffico cittadino. Lo sciopero è stato deciso dai sindacati a sostegno del rinnovo del contratto del settore scaduto nel 2007. I sindacati hanno parlato di adesioni «altissime» con punte del 99% sottolineando che in assenze di risposte per il rinnovo sono pronti a proseguire la mobilitazione con uno sciopero e una manifestazione nazionale che potrebbe non rispettare le fasce di garanzia (previste per consentire ai lavoratori di andare al lavoro e tornare a casa). Un’ipotesi inaccettabile per la Commissione di garanzia che ricorda come l’esercizio dello sciopero nei servizi pubblici essenziali sia regolato dalla legge e come eventuali blocchi senza il rispetto delle fasce di garanzia debbano essere sanzionate. È uno sciopero inevitabile», ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, «c’è un contratto scaduto dal 2007 sul quale pesa una politica di taglio progressivo delle risorse. Si era detto che sarebbero state ripristinate le risorse con le accise sulla benzina: il risultato è che abbiamo reso difficile la vita dei cittadini e non abbiamo trasferito nulla. Così non si può andare avanti». A Roma hanno viaggiato secondo l’Atac circa la metà dei bus (adesioni al 50%) mentre a Milano le adesioni alla protesta, secondo l’Atm, hanno superato il 56%. A Torino hanno aderito il 90% dei lavoratori, percentuale di poco superiore a quella di Venezia.

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