Comune Vertice sui nodi venuti al pettine: lo slabbramento del Pdl e lo strapotere dell’Udc
Stufo di fare il temporeggiatore, Luigi Albore Mascia ha fatto la mossa del cavallo agitando le spettro delle dimissioni sull'ennesimo autogol della maggioranza. Le assenze e i voti contrati sulla delibera di Pescara Parcheggi sono solo alcuni momenti di un percorso che sin dall’inizio è stato sempre accidentato . «Non c'è solo il caso Pescara Parcheggi - ammette il sindaco - tra le cause dello sfaldamento. C'è troppo lassismo nelle nostre file quando bisogna dimostrare compattezza e condivisione. Se lunedì, al ritorno in aula, non ci sarà il voto che mi aspetto vado dal prefetto». Parole che ieri hanno lasciato quasi indifferenti i consiglieri di maggioranza e opposizione, segno che alle dimissioni non ci crede nessuno. Il non essere preso sul serio manda in bestia Mascia che, però, si è tutelato chiedendo un vertice di maggioranza per un aut aut. Una prova di forza per mettere spalle al muro gli scontenti del Pdl, l'Udc che sta sempre con un piede dentro e uno fuori e anche Pescara Futura, benché la lista di Carlo Masci nel caso in questione si sia mostrata compatta, anche perché sulla gestione c’è la sua longa manus. Su Pescara Parcheggi, Mascia apre ai privati visto che la gestione pubblica è stata fallimentare, mettendo in discussione anche il ruolo dell'amministratore unico Roberto Core, voluto proprio da Masci. Sulla proposta di Gianluca Fusilli (Pd) di mettere i varchi elettronici per far pagare anche i furbastri è d'accordo «ma si tratta di un investimento che possiamo fare solo dopo il risanamento della società». Ovviamente questo è solo uno dei problemi da risolvere, tant'è che nel faccia a faccia con i partner del centrodestra Mascia chiederà molto di più. In questo momento, paradossalmente, chi gli dà meno pensieri sono quelli di Pescara Futura, che Mascia ha dovuto accontentare in tutti i modi nei primi due anni. Grattacapi seri, invece, glieli hanno dati quelli del Pdl, che forse Lorenzo Sospiri non riesce a tenere insieme, dai quali si aspetta che facciano quadrato quando serve. Mascia aveva salutato con favore il ritorno e l'ingresso in squadra di Lerri e Di Pino, poi è accaduto che i due si siano tirati indietro quando c'era da votare. E poi c'è l'Udc: a parole il sindaco si dice tranquillo sulla lealtà dei centristi che, in realtà, gli hanno fatto sempre sudare sette camicie per avere il loro consenso. È stato così fin dal primo bilancio, quando l'Udc era fuori dalla Giunta, ed è andata più o meno nello stesso modo anche dopo che il sindaco è andato incontro a tutte le loro richieste. Con 5 consiglieri, l'Udc ha ottenuto due assessorati (Serraiocco e Porcaro) e la presidenza del Consiglio (De Camillis). Le parole speranzose sono una cosa, i fatti dicono altro e sullo sfondo c'è da risolvere il caso Serraiocco e anche qui Mascia mostra un insolito decisionismo: «Aspetto con fiducia una decisione . Ma se non lo farà l'Udc, chiederò io le dimissioni di Serraiocco».