Il sindaco conferma di essere pronto a dimettersi ma spera di trovare un accordo con l’Udc e i ribelli del Pdl
Dall’opposizione è arrivato un coro unanime: Mascia si dimetta. «L’intricato pasticcio creato dall’amministrazione Mascia-Masci su Pescara parcheggi», dicono Di Pietrantonio e Del Vecchio (Pd), «ha generato l’ennesimo braccio di ferro a suon di minacce di mandare a casa tutti». «Il sindaco prenda atto che non ha più la maggioranza e vada via», aggiunge Sulpizio (Idv). «Auspichiamo che Mascia mantenga la promessa e si dimetta», conclude Pignoli (Fli).
di Andrea Bene wPESCARA Mascia è in bilico, ma non torna indietro. Ieri ha confermato di essere pronto a dimettersi, se lunedì prossimo non avrà i numeri per far approvare il salvataggio di Pescara parcheggi, la società del Comune con i conti in rosso che gestisce i posti auto a pagamento della città. L’ultima speranza del sindaco, di fermare l’ennesima crisi politica e di ricompattare una maggioranza sfilacciata, è riposta in una riunione della coalizione che si terrà oggi pomeriggio, proprio per cercare di trovare un accordo sulla municipalizzata. Il primo cittadino intende presentarsi all’appuntamento con una proposta in grado di far rientrare il dissenso mostrato dai consiglieri dell’Udc, che lunedì scorso hanno votato contro e da alcuni «ribelli» del Pdl, che non si sono presentati in aula, facendo così mancare il quorum di 21 presenti necessario per rendere valida la votazione. Non ha votato Nico Lerri, mentre sono risultati assenti Salvatore Di Pino che ha detto di avere impegni di lavoro, Livio Marinucci e Vincenzo D’Incecco, in viaggio di nozze. Per questo il sindaco è andato su tutte le furie lunedì scorso e ha minacciato di dimettersi. «Vorrei preparare una road map di Pescara parcheggi», ha detto ieri Mascia, «stiamo lavorando per studiare un modo per rilanciare la società e garantire i posti di lavoro. Ora mi vedrò con i capigruppi e i consiglieri di maggioranza per confrontarmi. Sto comunque lavorando, affinché ci siano le condizioni per far andare avanti il consiglio e risolvere la questione di Pescara parcheggi». Il sindaco ha evitato toni polemici nei confronti dei «ribelli», alla vigilia dell’incontro di maggioranza. «Prendo atto della serietà dell’Udc», ha osservato, «che, pur essendo contraria alla delibera, è rimasta in aula, mostrando di essere leale e un partner affidabile. Per quanto riguarda gli esponenti del Pdl assenti, mi riprometto di spiegare la mia posizione e non credo che vogliano assumersi la responsabilità di mandare a casa 40 lavoratori». I «ribelli», però, non sembrano intenzionati a cambiare idea e votare a favore per il salvataggio di Pescara parcheggi, che perde circa un milione di euro all’anno. «Non dobbiamo confondere l’aspetto tecnico da quello politico», ha avvertito il capogruppo Udc Vincenzo Dogali, «abbiamo già detto che non condividiamo la delibera su Pescara parcheggi e se la ripresentano voteremo contro». Lerri, invece, non la voterà proprio. «Quel provvedimento non ci convince», ha spiegato, «non si può chiedere ai cittadini di rinunciare ai contributi e di fare uno sforzo per risanare la società. Allora, è meglio chiudere Pescara parcheggi e far diventare gratuiti i posti auto. Chiederò comunque al sindaco di intervenire per salvare i dipendenti». Di Pino deciderà oggi, dopo la riunione di maggioranza, se presentarsi lunedì in aula. «Secondo me votare contro sarebbe peggio», ha affermato, «se decidessi di esprimere il voto contrario, dovrei lasciare la maggioranza. Meglio, a questo punto, non essere in aula, perché i voti contrari sono sicuramente di più di quelli favorevoli. Del resto, avevo già espresso in più occasioni le mie perplessità su quel provvedimento. Vorrei tuttavia che si trovasse una soluzione per quei lavoratori».