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Pescara, 26/03/2026
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Data: 03/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Consiglieri e assessori: il taglio ora è realtà. Votazione all’unanimità. Scontro D’Alessandro-Chiodi

L'AQUILA - Cambia per legge il numero dei consiglieri regionali, ridotti da 45 a 31, e degli assessori, da dieci a sei. Lo ha deciso all'unanimità il Consiglio regionale che ha cambiato gli articoli dello Statuto sulla rappresentanza elettiva. Il sì è arrivato da tutti i gruppi. Nessuna obiezione sostanziale, anche se Camillo D'Alessandro, Pd, è stato duro con Chiodi, il governatore: «Il Consiglio cambia le regole e Chiodi se ne attribuisce i meriti, che non sono i suoi. Il taglio delle indennità è arrivato solo dopo l'autoriduzione dei compensi da parte del gruppo Pd. L'abrogazione dei vitalizi fu il risultato di un mio emendamento. Oggi riduciamo i consiglieri. Chiodi non c'entra, racconta bufale quotidiane». Chiodi ha replicato con altrettanta durezza: «D'Alessandro non ha atteggiamento istituzionale e ciò non gli porta consenso. Renzi ha affermato che il Pd abruzzese è da rottamare. Se lo dice Renzi, non ho da aggiungere altro. Il Consiglio agisce bene e io lo rappresento».
Fatta questa eccezione, e a parte altri interventi molto critici di Acerbo (respinto il suo emendamento che chiedeva un consigliere in più da eleggere), Costantini, Caporale e Caramanico, l'assenso è stato totale. Essendo una modifica dello Statuto, c'era bisogno della maggioranza assoluta di 23 consiglieri. Ora è necessario un secondo passaggio in Consiglio a due mesi esatti dalla promulgazione delle modifiche approvate ieri. La legge prevede che il Consiglio sia formato da 29 componenti eletti, più il governatore scelto e il candidato che perde la corsa alla presidenza con un numero di voti immediatamente inferiore a quello del vincitore. Viene inoltre istituito il Collegio dei revisori dei conti quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile «nominato mediante estrazione a sorte», cosa che non avviene oggi. La riduzione dei consiglieri recepisce la normativa nazionale varata dal precedente Governo nel 2011 che stabilisce che in ogni regione il numero dei consiglieri sia proporzionale agli abitanti, un provvedimento che due mesi fa è stato giudicato legittimo dalla Corte costituzionale.
Va tuttavia aggiunto che già a giugno, «prima della sentenza della Consulta e prima degli scandali del Lazio -ha sottolineato il presidente della commissione Statuto, Lorenzo Sospiri- la modifica del nostro Statuto era stata posta all'ordine del giorno. Quello di oggi è uno scatto d'orgoglio della politica sana rispetto a ciò che rischia di distruggere l'immagine delle regioni italiane. Sottolineo il primato dell'istituzione regionale abruzzese, raggiunto col contributo dell'opposizione». Sospiri ha rivendicato al Consiglio il sì alla diminuzione dei compensi ai consiglieri, ora al 55% dell'indennità di un parlamentare, l'abolizione dei vitalizi e gli altri tagli ai costi della politica. Per Antonio Menna (Udc) «si è imboccata la strada giusta, quella della buona politica che è l'unico modo di combattere l'antipolitica. Ma bisogna andare oltre, non è possibile avere ancora quattordici commissioni (Pagano lo ha corretto: «Sono dieci»: ndr)». Ora tocca alla nuova legge elettorale, e qui ci sarà battaglia.

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