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Pescara, 09/05/2026
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Data: 28/01/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«L'aeroporto non si sposta». Il documento. De Dominicis primo firmatario, martedì la discussione in aula. Provincia, il centrosinistra contro il trasferimento

«La posizione attuale è la più adeguata per un piccolo scalo»

PESCARA. «L'aeroporto d'Abruzzo non si tocca». E' il senso di un ordine del giorno che martedì sarà presentato in consiglio provinciale. Il documento, di cui il presidente Pino De Dominicis è primo firmatario, sottoscritto da Ds, Margherita, Italia dei Valori e Rinfondazione chiede che lo scalo pescarese non venga trasferito. La presa di posizione boccia un'ipotesi emersa a livello regionale.
Nel testo, Pino De Dominicis e gli alleati esprimono «il proprio più fermo parere negativo in ordine alle citate ipotesi di delocalizzazione dell'aeroporto». Il centrosinistra invita la Regione «a lavorare per il potenziamento dello scalo esistente e a ridare sicurezza a istituzioni e operatori del settore».
La volontà indicata nell'ordine del giorno, se troverà la maggioranza in aula, sarà riportata «in tutte le sedi» proprio dal presidente De Dominicis. Sarà lui a intervenire nei confronti della stessa Regione per fare in modo che il possibile trasferimento dell'aeroporto non sia mai tradotto in pratica. L'ordine del giorno evita le polemiche con la giunta regionale di centrosinistra guidata da Ottaviano Del Turco. «La Regione è positivamente impegnata, già a partire dal 2007», si legge nel documento, «in un piano significativo di potenziamento delle rotte da e per l'Abruzzo». Questo intervento, però, non sarebbe sufficiente. «Non è in grado di comportare», prosegue l'ordine del giorno dell'Unione, «il raggiungimento anche per il futuro della soglia di un milione di passeggeri l'anno, già raggiunta da ben 21 dei 37 scali italiani principali». La collocazione attuale dell'aeroporto, tra Pescara e San Giovanni Teatino, secondo il centrosinistra in Provincia «risponde pienamente alle esigenze di traffico che una regione di piccole dimensioni come l'Abruzzo è in grado ragionevolmente di sviluppare». Questi i nomi degli altri firmatari: Nino D'Annunzio, Marinella Sclocco, Camillo Sborgia ed Enzo De Simone (Ds); Silvio Cardone (Italia dei Valori); il presidente del consiglio Filippo Pasquali e Renzo Gallerati (Margherita); Sandro Di Minco (Rinfondazione comunista).

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