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Pescara, 26/03/2026
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Data: 04/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il Pdl decide: avanti tutta con Mascia. Apertura ai privati per Pescara parcheggi e salvataggio dei 40 posti di lavoro

Gli è costata un’arrabbiatura col giornalista ficcanaso di turno e l’impresa del "suo" Milan a San Pietroburgo, ma alla fine Mascia ha portato a casa il risultato che voleva. Lunedì la maggioranza voterà compatta la delibera su Pescara Parcheggi, con annesse variazione di bilancio ricapitalizzazione per salvare la società che è di intera proprietà comunale. E la novità, anticipata ieri dal Tempo, dell’apertura ai privati o conservando l’attuale srl oppure varando una spa, l’importante che Pescara Parcheggi riesca a camminare con le proprie gambe. Niente crisi in Comune, come volevasi dimostrare, solo una fibrillazione per assestare certi equilibri e avere la garanzia che si andrà avanti insieme sino al termine della consiliatura tirando la coperta corta da entrambe le parti, laddove sarà necessario al momento. Del resto, nessuno si sarebbe preso la responsabilità di staccare la spina, di chiudere traumaticamente una consiliatura né tra le fila della maggioranza e neppure in quelle dell’opposizione. Che non ci credeva al punto da attendere due giorni prima di dire la sua e difatti il Pd la dice oggi in una conferenza stampa organizzata sperando nella rottura definitiva, mentre deve commentare un rinnovato "volemose bene" degli avversari. «Cui prodest» la crisi e il ritorno al voto? A nessuno, ovviamente, perché le critiche anche velenose vanno bene, ma gli incarichi, le indennità e i gettoni di presenza vanno meglio. Così, è accaduto che il vertice del centrodestra, che qualcuno voleva a tutti i costi al calor bianco, si è trasformato in una discussione pacata durante la quale soprattutto l’Udc (che lunedì scorso aveva votato contro) ha chiesto garanzie sul futuro e sulla sana gestione di Pescara parcheggi, altrimenti il suo consenso non sarà scontato. Garanzie che Mascia, Sospiri e gli altri hanno ribadito in tutte le salse per almeno due motivi: andare a casa per gli errori del passato (canone troppo alto, capitale sociale minimo e perdite continue) quando c’è ancora il tempo per rimediare sarebbe autolesionista; salvare i 40 posti di lavoro dei posteggiatori che lunedì 8 ottobre saranno in aula per far sentire la pressione sui politici. Per andare avanti senza assilli, Mascia ha bisogno dei dieci voti Pdl, dei sei di Pescara Futura e dei cinque dlel’Udc, ammesso che ci sia il pienone in sala consiliare (40 su 40); se invece ci fosse qualche defezione, di voti ne basteranno meno. In bilico restano i "sì" di Marinucci, Di Pino, Caroli e Lerri, anche se quest’ultimo sembra sia già stato conquistato alla causa senza ulteriori trattative. Che continueranno, come da tradizione, in casa Udc prima di sciogliere la riserva «dopo lunga e attenta riflessione».

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