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Data: 04/10/2012
Testata giornalistica: Rassegna.it
Trasporto pubblico locale: i sindacati scrivono al governo

"Il permanere di una situazione di frammentazione e nanismo aziendale rischia di compromettere un comparto che, al contrario, può svolgere un ruolo anticiclico per uscire dalla crisi"

“Un incontro urgente per poter avviare, pur consapevoli delle difficoltà esistenti, un confronto che da troppi anni viene rimandato e negato”. Lo chiedono unitariamente sul trasporto pubblico locale, in una lettera indirizzata ai ministri Passera e Gnudi, Cgil, Cisl e Uil e le categorie dei trasporti, Filt, Fit e Uilt, “convinte – sottolineano – dell’importante ruolo anticiclico che lo sviluppo del comparto può svolgere per uscire dalla crisi”.

“La crisi che investe tutti i comparti del settore – scrivono le organizzazioni sindacali confederali e di categoria ai titolari del ministero dello Sviluppo Economico e degli Affari Regionali – non risparmia oramai alcuna realtà o territorio. Il trasporto pubblico locale, in particolare, versa in una condizione disastrosa, con fallimenti societari e un progressivo scadimento del servizio offerto per quantità e qualità”.

Per Cgil, Cisl Uil e Filt, Fit e Uilt “il permanere di una situazione di frammentazione e nanismo aziendale, aggravata dall’atteggiamento delle associazioni datoriali, Asstra e Anav, che rifiutano ogni confronto, rischia di compromettere ogni possibilità di ripresa, per cui appare necessario e urgente un intervento coordinato e efficace del governo. Anche nel trasporto ferroviario, in assenza di norme esigibili e coordinate che regolino la concorrenza – sottolineano nella lettera –, si rischia seriamente di compromettere l’assetto dell’intero comparto, così come già avviene drammaticamente nel trasporto aereo e marittimo”.

“Si ritiene urgente aprire un tavolo di confronto – aggiungono infine le organizzazioni sindacali – per combattere la profonda crisi organizzativa ed economica del comparto, non potendo più affidare a isolate iniziative non coordinate quella che è diventata oramai una vera emergenza nazionale che rischia di compromettere i diritti di milioni di cittadini e di centinaia di migliaia di lavoratori”.


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