Commercianti, contadini e residenti contrari al trasloco nelle vie limitrofe di piazza Duca degli Abruzzi
Alessandra Farias «Abbiamo avuto questo spazio grazie alla dismissione della ferrovia, ora ci mandano via per il filobus. Mah...». Dante Di Zio, ambulante d'abbigliamento è uno dei tanti commercianti che da mercoledì tornerà su via Cadorna, o su parte di via Diaz, o in via Settembrini o in un breve tratto di viale Kennedy. Sono tutti sul piede di guerra i commercianti, ma anche rassegnati all’inevitabile ritorno alle origini, ovvero riportare il mercato dov'era sette anni fa. Cosa che non piace né a chi ci lavora, né a chi ci fa acquisti, né tantomeno ai residenti delle vie che dovranno essere lasciate sgombre per far spazio al nuovo allestimento. Tutti lamentano gli stessi problemi: perdita della clientela, difficoltà di adattamento, inevitabili scontri con i residenti delle vie abitate e, peggio ancora, la scarsità di informazioni giunte dell'amministrazione che «non ci ha fatto sapere nulla. Io le cose le ho sapute per passaparola – dice Sergo Susini da dietro il suo piccolo banco di ortofrutta – il bando per l'assegnazione dei posti ai contadini scadrà l'11 ottobre e il primo mercato è il 10. Siamo 80 per 39 posti. Che facciamo, ci andiamo a dormire per assicurarci un posto? E se non lo troviamo buttiamo via il raccolto?». Sono i più agguerriti i contadini che non hanno ancora avuto l'assegnazione dei posti e, ben la metà di loro, al mercato non andrà più. In tutto 118 le postazioni assegnate: 56 bancarelle di prodotti non alimentari, 11 per quelle alimentari, 8 per chi vende frutta, 3 per i fiorai e soltanto 39 per i contadini. «Come ci ritrovano i clienti? - aggiunge Luciano Sorgente, anche lui ambulante ortofrutticolo – io non so ancora se avrò il posto. Hanno già fatto fuori un sacco di ambulanti con la scusa della mora del 40% per chi era indietro nei pagamenti ». E tra i contadini, certamente quelli più infuriati, molti lamentano la mancanza dei controlli e si chiedono come sia possibile che ci sia chi vende ananas e banane. «Da quando sono prodotti tipici? – commentano alcuni commercianti riunitisi davanti alla bancarella di Peppino Dezio, ambulante d'abbigliamento – questi comprano e rivendono, ma al mercato ci dovrebbero essere solo quelli che coltivano il prodotto nelle loro terre. Ma nessuno dice niente e magari gli spazi nel nuovo mercato se li prenderanno proprio loro». «Tanto nessuno ci ascolta – dice rassegnato Paolo De Luca, anche lui al mercato con ben due bancarelle di abiti –. Non si poteva staccare la corrente del filobus per mezza giornata?». E che ai commercianti le informazioni siano arrivate in ritardo e in modo frammentario lo conferma Enzo Di Giuliantonio che oltre ad avere il suo spazio nel mercato è anche presidente del Nuovo Consorzio: «Non sono favorevole allo spostamento. Andare in mezzo al centro abitato vuol dire creare disagi a tutti. Residenti, commercianti e acquirenti. A noi la nuova cartina l'hanno fatta vedere solo la settimana scorsa – spiega – e quando c'erano le riunioni neanche ci avvisavano e se lo facevano era sempre con grande ritardo. Gli spuntisti, ovvero quelli che vengono la mattina e lavorano soltanto se c'è uno spazio, sono aumentati e non ci sarà spazio per tutti. Sicuramente il raggruppamento del mercato favorirà chi è in regola, ma in realtà è un trauma per tutti. La perdita della clientela è inevitabile». Insoddisfatti però non sono soltanto quelli che il mercato lo fanno e le signore anziane che lo frequentano assiduamente. Anche chi ha un'attività o risiede nelle vie del nuovo mercato non l’ha presa bene. «Non lo sapevo – dice Ilaria Ravenda proprietaria di un asilo nido su via Cadorna – e ora i genitori dove li lasciano i bambini? Come fanno ad arrivare all'asilo? Chiederò in giro per fare una petizione». E in effetti le strade riapriranno al traffico alle 15 dopo che l'Attiva avrà ripulito la zona. «Sette anni fa quando hanno tolto il mercato – conclude Rita Rainone, residente proprio in via Cadorna – è stata una liberazione. Solo all'idea di cercare parcheggio per non avere l'auto rimossa mi vengono i brividi. Forse l'unico aspetto positivo è che la strada, almeno una volta a settimana, verrà pulita». Ma questa non è una cosa che dovrebbe accadere ogni giorno?