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Data: 05/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scure del governo sulle Regioni «Scandali, cittadini indignati»

Il Lazio potrà tagliare i consiglieri dopo il voto: elezioni più vicine. I sindaci colpevoli di default saranno incandidabili

ROMA - Con l’assenso delle Regioni il Consiglio dei ministri ha dato il via al decreto che taglia i costi della politica degli Enti locali. Precauzionalmente Mario Monti aveva mandato mercoledì sera il sottosegretario Antonio Catricalà a sentire il polso dei presidenti delle Regioni riunitisi a Roma, soprattutto per evitare il rischio che il decreto sui risparmi imposti a Regioni e Comuni venisse impugnato il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Al di là delle intime convinzioni di ciascuno di loro, i governatori, assediati dagli scandali che da settimane investono diverse Regioni, non hanno potuto far altro che plaudire, anzi, anticipare il governo nella richiesta di stringere i cordoni della borsa. Ha visto così la luce il decreto che, oltre ai tagli al numero dei consiglieri, alle loro retribuzioni, alle auto blu, alle dotazioni dei gruppi, e all’imposizione dei controlli della Corte dei Conti su tutte le spese, investe per la prima volta la responsabilità personale degli amministratori responsabili del dissesto finanziario degli Enti locali da essi stessi guidati. Saranno così incandidabili per dieci anni a una serie di cariche, tra cui quelle delle assemblee elettive e di giunta di Regioni e Comuni, gli amministratori che la Corte dei Conti avrà riconosciuto responsabili di aver contribuito al default delle loro amministrazioni.
Quanto al taglio dei consiglieri e degli assessori regionali, il decreto stabilisce che la riduzione debba avvenire entro sei mesi dall’entrata in vigore del dl, ad esclusione delle Regioni in cui è prevista una tornata elettorale entro questo termine. Per queste, e cioè, al momento, per il solo Lazio il cui Consiglio deve passare da 70 a 50 membri, la disposizione verrà applicata dopo le elezioni. Il che comporta che il numero dei consiglieri per i quali si dovrà votare sarà di 50 e saranno questi stessi a ratificare ex post la riduzione. La disposizione sembra chiudere la querelle attorno alla data della consultazione elettorale in Regione, sulla base dell’argomento che il taglio dei consiglieri avrebbe dovuto farlo il Consiglio uscente, spostando quindi in avanti l’appuntamento con le urne. La nuova norma, invece, consente il voto in tempi brevi lasciando l’adempimento in questione al futuro Consiglio regionale.
L’emanazione del provvedimento è stata accompagnata da diverse considerazioni di Monti nel corso di due conferenze stampa a palazzo Chigi. Presentando nel pomeriggio, assieme a quello sui tagli, il decreto sullo sviluppo, il premier li ha definiti «due provvedimenti molto diversi tra loro per oggetto, ma che hanno un aspetto fondamentale in comune. Mirano a trasformare l’Italia. Adesso presentiamo l’Italia nuova che cerca di cancellare e di evitare la ripetizione per il futuro di aspetti dell’Italia esistita finora e che preferiremmo non rivedere in futuro».
In serata il presidente del Consiglio ha poi avuto parole molto dure per gli scandali e gli episodi di corruzione che - ha detto - «minano la fiducia dei cittadini verso le istituzioni, minano la credibilità dello Stato e lo sforzo che stiamo facendo affinché il ruolo dell’Italia sia pienamente riconosciuto a livello internazionale. Sono sicuro - ha aggiunto Monti - che dopo gli eventi inqualificabili verificatisi nelle ultime settimane, i cittadini sono indignati perché a loro sono richiesti sacrifici mentre il mondo che ruota attorno alla politica sembra esentato da essi. Possiamo immaginare quale effetto - ha proseguito il professore - può avere sull’immagine dell’Italia il verificarsi di episodi di evasione fiscale o di corruzione. Che può pensare un cittadino straniero quando vede scorrere sulla televisione certe immagini di festini inqualificabili? Per l’Italia è un danno incalcolabile».
Il premier, infine, ha sottolineato di essere impegnato, assieme ai suoi ministri, «a far crescere il rispetto per l’Italia. Questo è un lavoro che richiede anche il rispetto dei cittadini italiani, che richiede una grande presenza nelle sedi internazionali per spiegare che l’Italia non corrisponde ai pregiudizi con cui spesso la si dipinge».

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