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Pescara, 26/03/2026
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05/10/2012
Il Messaggero
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Saltano oltre 300 poltrone: tagli a stipendi e gruppi. Fiorito perde il vitalizio: scatterà a 66 anni, dopo 10 in Consiglio
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ROMA Dalle prossime elezioni regionali avremo 320 consiglieri in meno (il Lazio passerà subito da 71 a 50 come previsto da una legge del 2011). I superstipendi di presidenti, assessori e consiglieri scenderanno al livello della Regione meno generosa. I vitalizi, ovvero le rendite pensionistiche dei politici, scatteranno solo al compimento dei 66 anni (come accade per gli italiani “normali” già da 2 anni) e solo se un consigliere ha lavorato per almeno 10 anni in Regione, con questo escamotage salta la rendita per Franco Fiorito che è stato eletto solo per 7 anni. Viene confermata l’applicazione obbligatoria del metodo contributivo per il calcolo della pensione. Saltano i supergettoni di presenza, la partecipazione ai consigli sarà gratuita mentre in altre occasioni il compenso non potrà superare i 30 euro. Saranno vietati i monogruppi consiliari (ognuno di quali costa arriva a costare 300 mila euro l’anno). I contributi delle Regioni ai gruppi politici consiliari saranno parametrati alla Regione meno generosa e poi saranno tagliati della metà. Tutte le spese saranno controllate con regolarità trimestrale dalla Corte dei Conti e dalla Guardi di Finanza, le stesse spese dovranno essere rese pubbliche sui siti internet. Saltano (ma per i dettagli sarà meglio attendere il testo definitivo del decreto) anche i superstipendi dei manager delle società controllate dagli enti locali così come dovranno essere ridotti i consigli di amministrazione. Infine arrivano norme molto più severe per gli amministratori che dissestano le casse pubbliche (la Corte dei Conti avrà il potere di renderli ineleggibili per 10 anni) e i Comuni in difficoltà finanziarie dovranno varare piani di risanamento pluriennali. Infine se una Regione non dovesse adempiere a queste misure si vedrà ridurre dell’80% i contributi dello Stato ad eccezione di quelli relativi alla Sanità e ai Trasporti ma sarà possibile anche il loro scioglimento. Queste le principali misure del maxi-decreto anti-sprechi varato ieri dal governo Monti. Un provvedimento per molti aspetti radicale, destinato com’è a portare trasparenza nel grande buco nero dei costi della politica a livello locale. Ma vediamo più nel dettaglio i singoli punti. Consiglieri. Il loro numero è destinato a scendere di 320 unità da 1.117 a meno di 800. Il decreto conferma quanto previsto da una delle manovre varate da Giulio Tremonti l’anno scorso. Non poteva essere diversamente perché la Corte Costituzionale aveva respinto il ricorso presentato da alcune Regioni. Il consiglio dei ministri si è dilungato sul caso Lazio, il cui consiglio si è sciolto senza aver deliberato la riduzione dei consiglieri. Poi alla fine è stata trovata una formula che consentirà di votare subito per 50 eletti. Compensi. Saranno ridotti al livello della Regione più virtuosa. I nuovi livelli saranno stabiliti dalla conferenza Stato-Regioni entro il 30 ottobre. In caso contrario ci penserà il ministero del Tesoro. Prebende. Un articolo del decreto è destinato a stroncare tutta una serie di canali attraverso i quali il personale degli enti locali si è abituato a curare le clientele. Saranno vietate ad esempio le sponsorizzazioni. ma saranno anche ridotte le spese per consulenze, formazione ed auto blu. Vitalizi. Viene rivoluzionato il sistema previdenziale dei consiglieri regionali. D’ora in avanti avranno diritto al vitalizio a 66 anni, come tutti i lavoratori italiani, ma solo dopo 10 anni di consiglio. Questo dettaglio è importante: significa che Franco Fiorito, il consigliere Pdl all’origine dello scandalo, essendo stato consigliere per 7 anni non potrà ricevere il vitalizio a 50 anni come - caso unico fra tutte le Regioni - prevedeva l’attuale legge della Regione Lazio. Finora solo Umbria e Piemonte avevano fissato il vitalizio a 65 anni. Tutte le altre Regioni oscillavano fra i 55 e i 60 anni . Costi della politica. I fondi per i gruppi politici regionali saranno ricalcolati sulla base di quelli assicurati dalla Regione più virtuosa. Questa somma sarà poi dimezzata. Difficile calcolare l’entità dei risparmi ma vale la pena ricordare che i contributi nel Lazio erano passati dal milione del 2009 ai 14 del 2012. I partiti saranno poi obbligati a rendicontare tutte le spese con ricevute. Sarà obbligatorio poi rendere pubbliche su internet le stesse spese. I controlli passano a Corte dei Conti e Guardia di Finanza. Ineleggibilità. Un’altra norma destinata a portare un po’ di moralizzazione a livello di amministrazione locale è quella che prevede l’ineleggibilità per 10 anni dei sindaci o dei presidenti regionali che portano le loro amministrazioni al dissesto. L’ineleggibilità sarà stabilita dalla Corte dei Conti. Controlli sulle società. Regioni e Comuni dovranno controllare i bilanci delle aziende di loro proprietà. «L’ente locale- si legge nel decreto - definisce, secondo la propria autonomia organizzativa, un sistema di controlli sulle società partecipate dallo stesso ente locale. Tali controlli sono esercitati dalle strutture proprie dell'ente locale, che ne sono responsabili». Dissesti. Nel testo sono previste anche una serie di misure non direttamente collegate alla moralizzazione degli enti locali bensì ai loro bilanci. E così nel 2012 non si applica il taglio di 500 milioni di euro già previsto per i Comuni dal decreto sulla spending review. Tuttavia i Comuni saranno obbligati ad usare l’identica somma per l’estinzione dei loro debiti.
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