Pagati gli stipendi di agosto e risolto, almeno per il momento, il caso del rifornimento di gasolio che una settimana fa ha ridotto del 30% i bus circolanti in città. All'Amt, però, nonostante queste notizie rassicuranti rispetto al passato, si continua a navigare a vista e anche ieri il presidente dell'azienda si è recato a Palermo per vedere di risolvere il caso dei 12 milioni di contributi per il servizio sociale che ancora Palermo non ha versato nelle casse della società. A questi problemi da qualche giorno se n'è aggiunto un altro che riguarda più che altro il futuro aziendale. La notizia che il Comune ha intenzione di mettere sul mercato il 49% delle azioni dell'Amt ha mandato in fibrillazione i sindacati che hanno chiesto tramite la direzione e la presidenza dell'azienda chiarimenti all'amministrazione Stancanelli sul piano di cessione di una quota ai privati. «L'obiettivo del Comune - ha spiegato Torrisi segretario della Fit Cisl - è di cedere ai privati il 49% della società. Vorremmo, però, capire cosa comporterà questo per l'azienda e soprattutto per i lavoratori. E una risposta l'attendiamo soprattutto dall'amministrazione che ha approvato in Giunta la delibera sul riordino e sulla cessione delle aziende partecipate e sulle società collegate». Dall'amministrazione a rispondere ai sindacati è lo stesso sindaco Raffaele Stancanelli: «Ci siamo attenuti alla specifica legge sulla spending rewiew che prevede la cessione del 100x100 delle aziende partecipate che non svolgono servizio pubblico, come la Multiservizi, mentre per le altre come l'Amt metteremo sul mercato solo il 49% tenendoci il 51% delle azioni e quindi il controllo gestionale. Se i sindacati sono preoccupati per le sorti future dell'Amt posso garantire che i livelli occupazionali saranno interamente salvaguardati e questa causale sarà specificamente inserita nell'atto di cessione. La stessa salvaguardia occupazionale riguarderà anche le altre società partecipate che verranno interamente messe sul mercato, come la Multiservizi». Fin qui la risposta del sindaco. Al di là delle rassicurazioni del Comune, resta ancora aperto e finora irrisolto il nodo dei fondi regionali non ancora corrisposti. Si tratta di 12 milioni che a metà ottobre diverranno 18 e che fanno parte di quel finanziamento annuo che la Regione corrisponde alle aziende di trasporto pubblico per il contributo di socialità. Una settimana fa l'azienda trasporti ha praticamente dimezzato le vetture circolanti a causa della mancata erogazione del gasolio da parte del fornitore che avanza un consistente credito. A sbloccare la situazione è stato anche l'intervento del prefetto. La situazione resta però precaria e al momento ogni giorno escono dall'autoparco 80-90 autobus rispetto ai 130 preventivati per garantire un servizio soddisfacente. Oltre al rischio gasolio l'azienda deve fare i conti con gli altri fornitori che ormai riforniscono a singhiozzo l'azienda di ricambi.