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Data: 05/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Primarie, Renzi dice sì al doppio turno. Ma il rottamatore boccia la preregistrazione. Domani l’assemblea nazionale decide sulle regole

ROMA «Ma perché Renzi si agita tanto? Vuole i pullman di Verdini alle primarie?». La battuta è di un dirigente bersaniano e dà il clima con il quale nel Pd si continua a discutere delle regole per le primarie. La conta tra le fazioni dei democratici sarà sabato all’Assemblea nazionale e lo spettro che si aggirerà per i corridoi dell’hotel Ergife sarà quello del congresso di Bologna del ’91, quando Achille Occhetto, mancò la nomina a segretario per la mancanza del numero legale. Matteo Renzi, il sindaco rottamatore che ha sfidato Pier Luigi Bersani e che dovrà vedersela anche con Nichi Vendola e Tabacci, continua a contestare le regole che i bersaniani ritengono essenziali per evitare che alla competizione si verifichino fenomeni di «inquinamento», tipo Napoli. «Non capisco perché il Pd debba aver paura di primarie aperte e libere, attacca Renzi. «Dire di no al singolo elettore di centrodestra che deluso da Berlusconi vuole votare per noi è un capolavoro di tavazzismo: se non prendiamo i voti del centrodestra si riperde un’altra volta», attacca. A provare a mediare tra le posizioni del primo cittadino di Firenze e il vertice del partito sono Walter Veltroni ed Enrico Letta. A Bersani entrambi ribadiscono che nessuno è in grado di sapere oggi come finirà l’Assemblea, quali sono i reali rapporti di forza in campo. L’ex segretario, il primo a lanciare apertamente l’allarme per un rischio scissione, con Bersani insiste perché parli con Renzi, trovando un compromesso che eviti lacerazioni. Lo staff di Bersani considera le polemiche del sindaco rottamatore pretestuose. «Se non cambiassimo le regole non potrebbe candidarsi», ricordano. Poi in serata è Renzi a rilanciare. Il rottamatore apre al doppio turno e all’albo degli elettori ma chiude in maniera netta alla loro preregistrazione. «Un sistema - ha detto - per portare a votare le truppe cammellate chi ha intressi, sempre gli stessi: è il sintomo della paura del gruppo dirigente». Appelli al segretario per primarie aperte e libere sono arrivati al segretario da una trentina di parlamentari renziani e montiani. Si tiene per ora in disparte Nichi Vendola: «Se fosse vero che può votare al secondo turno solo chi ha votato al primo mi sentirei più un candidato di un reality show che delle primarie», twitta.

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