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Pescara, 26/03/2026
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06/10/2012
Il Centro
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Riordino delle Province - Otto Comuni sono pronti a passare a Pescara-Chieti. Il consiglio straordinario con Atri, Silvi, Pineto e i centri della Val Fino vota all’unanimità: «Se il governo accorpa Teramo all’Aquila, ci stacchiamo» |
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ATRI Primo atto ufficiale per il cambio di provincia per ben quattro Comuni del Cerrano e della Val Fino, pronti a diventare pescaresi a tutti gli effetti. Giovedì sera, nella seduta straordinaria del consiglio comunale di Atri aperta ai sindaci ed ai consiglieri comunali di Pineto, Silvi e dei centri della vallata del Fino, è stato approvato all'unanimità l'ordine del giorno, presentato dal gruppo consiliare di minoranza degli Indipendenti per il centrosinistra, con il quale è stato deciso l'avvio delle procedure per il passaggio dei Comuni del Cerrano e della Val Fino alla confinante provincia di Pescara, che sembrerebbe essere destinata a fondersi con quella di Chieti. Oltre al sindaco ed ai consiglieri comunali di Atri, alla seduta consiliare straordinaria interamente dedicata al cambio di provincia erano presenti i primi cittadini di Pineto, Silvi, Castiglione Messer Raimondo e Montefino. Non erano in aula i sindaci degli altri tre centri della Val Fino, Arsita, Bisenti e Castilenti, ma è assai probabile che anche questi ultimi Comuni decidano di aderire all'iniziativa attivando l'iter per il cambio di provincia. In aula c'era anche il presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, il quale si sta battendo per evitare che si arrivi alla fusione di Teramo con L'Aquila. Ad Atri e dintorni, si parla da anni di un possibile referendum per passare dalla provincia di Teramo, spesso accusata di trascurare le esigenze del territorio atriano e di quelli circostanti, alla confinante provincia di Pescara, la cui città capoluogo ed i centri dell'area metropolitana sono da sempre punto di riferimento per i cittadini del comprensorio del Cerrano. A far scattare la molla della secessione è stata la decisione del Consiglio per le autonomie locali, che ha di recente elaborato la proposta per il riordino delle province abruzzesi: questa prevede la riduzione a due sole province, quelle di Pescara-Chieti e L'Aquila-Teramo. «Essere in quest'ultima», fa rilevare la capogruppo consiliare degli Indipendenti per il centrosinistra, Gabriella Liberatore, «ci allontanerebbe ancora di più dal capoluogo di provincia. Stando in Pescara-Chieti, un'area su cui i cittadini del Cerrano e della Val Fino gravitano per qualsiasi esigenza, i nostri comprensori troveranno finamente continuità territoriale con Pescara e le risposte adeguate alle loro necessità». Agganciarsi alla provincia di Pescara-Chieti, secondo molti, significa legarsi alla realtà economica più dinamica d'Abruzzo e garantirsi una migliore viabilità, visto che nel Pescarese le strade provinciali sono nettamente migliori rispetto a quelle del Basso Teramano.
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