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Data: 06/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il Ministro Barca affonda la relazione di Chiodi. Ribatte l’ex commissario: «Puntuale e ponderosa. Ben 1500 pagine»

Scintille tra gli uffici del ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e l’ex commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, sulla relazione che quest’ultimo ha prodotto sullo stato dell’arte della ricostruzione, ciò che è stato fatto e ciò che resta da compiere. Un documento, inviato nella tarda serata di giovedì e battuto dalle agenzie nella prima mattinata di ieri, ritenuto molto importante dallo stesso Barca «per l’emanazione dei successivi provvedimenti, necessari a definire i prossimi stanziamenti di risorse per la ricostruzione dei centri storici, e a disciplinare i rapporti in essere sul territorio colpito dal sisma del 2009» come riporta la nota. L’esponente del Governo Monti incaricato di seguire da vicino le vicende del post terremoto ha bollato la relazione «incompleta, perché risponde solo in parte alle richieste di informazioni avanzate, più volte per mio tramite, dal Capo di Gabinetto e dal Capo del Diset. Nonostante questo ho proposto l’emanazione dei primi atti normativi previsti dal Dl 83 sulla base delle informazioni contenute nella Relazione, per evitare che l’inerzia produca il blocco delle attività di ricostruzione con gravi danni innanzitutto per la popolazione. Resta infatti aperta la possibilità di intervenire normativamente in un secondo momento, qualora emergano elementi integrativi dell’attuale quadro cognitivo». Lacune contenute in 19 quesiti che lo stesso ministero ha posto agli uffici dell’ex commissario, relativi alla stima dei costi di tutti i piani di ricostruzione o delle riparazioni delle case «E» fuori le periferie dei comuni terremotati. Un dato difficile da fornire per quei centri che nell’espletamento delle pratiche non hanno fatto ricorso alla cosiddetta filiera, ma hanno gestito i processi autonomamente. Criticità contenute, peraltro, nella corposa documentazione presentata dal presidente della Giunta regionale. «Nessun commissario nella storia ha mai rimesso una relazione puntuale e ponderosa come quella di 1500 pagine che ho consegnato io al Governo. Magari ne avessi avuta una così quando mi sono insediato» ha replicato Chiodi. «Lo stesso Ministro - ha proseguito Chiodi - ha del resto riconosciuto il valore del documento e le incompletezze di cui parla sono quelle che io stesso ho evidenziato nella mia relazione e fanno riferimento a dati chiesti ai comuni e non ancora pervenuti. Comunque si tratta di incompletezze marginali, che non impediscono il proseguo dei provvedimenti ed, infatti, mi pare che il Governo si stia attivando in tal senso». E infatti dal gabinetto del ministro Barca è arrivata la notizia che le risorse disponibili per la ricostruzione ammontano a 2,5 miliardi; di questi fondi già nei prossimi 250 milioni saranno messi a disposizione per la riparazione degli edifici privati attraverso la concessione di contributi diretti. Ad oggi, inoltre, risultano oggettivamente disponibili per la ricostruzione degli edifici privati anche 103 milioni da erogarsi tramite la Cassa depositi e prestiti per il finanziamento di nuove richieste di ristrutturazione edilizia

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