L’AQUILA - «Questa è una città bellissima che è stata distrutta, ma ha speranza e determinazione di ricostruire. È un segno buono». Elsa Fornero ha appena visto per la prima volta il centro storico, «stupendo ma spettrale», immagine addolcita solo parzialmente dalla tradizionale sosta caffè al bar Nurzia. È colpita dalle case «sorrette dalle pesanti impalcature» e rimpiange di non aver visto il cuore pulsante della città prima della tragedia del 2009. È sicura, però, che «il coraggio della popolazione saprà presto rimettere in piedi tutto questo». Non è una giornata facile la prima in assoluto all’Aquila per il ministro del Lavoro. Non poteva essere diversamente in un territorio fortemente colpito dalla crisi occupazionale acuita dal dramma del terremoto. Ecco perché, prima di accomodarsi nell’auditorium della Finanza per partecipare alla sesta conferenza nazionale del volontariato, è costretta a infilarsi in quella che per tre anni è stata la «sala briefing», al secondo piano del comando della caserma, dove sono state prese quasi tutte le decisioni più drammatiche fin dai minuti successivi alle 3.32 del 6 aprile 2009. Dentro ci sono i sindacati e anche i rappresentanti delle forze dell’ordine (poliziotti e vigili del fuoco) che, nonostante il niet del Questore Stefano Cecere (duramente accusato dalle sigle per questo), l’hanno accolta con sagome di cartone infilzate da coltelli. «Una pugnalata alla schiena», dicono, l’innalzamento dell’età pensionabile degli uomini in divisa. Alle forze dell’ordine il ministro dice che «quando potranno vedere quello che il governo propone, si accorgeranno che non c’è nessuna costrizione particolare, non ci sono le rappresentazioni esagerate, sicuramente anche non corrette, che qualche volta vengono date delle misure». Il confronto, racconta il prefetto Giovanna Maria Iurato, è fermo ma pacato. Sul tavolo ci sono anche le emergenze occupazionali, il dramma dei 300 esodati che non riusciranno ad agganciarsi alla pensione, gli ammortizzatori sociali. La Fornero ascolta e prende nota. «Farò il possibile - dice -, niente facili promesse, ma se ci si allontana dal clamore magari anche elettoralistico di certe richieste, si può lavorare con serietà e risolvere i problemi con senso di equità e di giustizia». I sindacati escono senza sorridere. «Il ministro non è sembrato deciso a intervenire - dice Umberto Trasatti della Cgil -. Inoltre ha chiuso la porta alle iniziative parlamentari di richiesta di misure straordinarie per questo territorio». Ci saranno altre proteste.
Il clima, all’interno dell’auditorium, è certamente più sereno. Il ministro viene accolto da «J’Abbruzze», cantato dal Coro della Portella. Di fronte ha i rappresentanti del volontariato italiano, una galassia che solo in Abruzzo conta 12.023 istituzioni non profit. Esordisce leggendo il messaggio di Napolitano, la cui presenza, rivela, è stata in forse fino all’ultimo: «Il volontariato - scrive il capo dello Stato sottolineando la significativa scelta dell’Aquila come sede della tre giorni - è una storica risorsa del Paese e non mancherà di offrire un significativo contributo alla ricostruzione di una società più inclusiva e coesa anche in tempo di crisi». Poi la Fornero loda la «pulsione al dono» dei volontari, l’associazionismo, il loro essere anello di congiunzione tra pubblico e privato. «Lo Stato ha bisogno del volontariato - dice parlando lentamente, a braccio, con ampi gesti - perché senza di esso le istituzioni finirebbero per essere distanti, troppo burocratiche, frettolose». Loro, le associazioni, chiedono di tornare al centro delle scelte politiche, di essere riconosciute come soggetto in grado di contribuire alla governance, di aumentare i fondi per il servizio civile, di far diventare legge il 5 per mille. Il ministro non lascia spazio a voli pindarici («Difendere i fondi per il sociale è impresa improba») ma trova il tempo, alla fine, per diversi annunci. In particolare lo sblocco di 174 milioni del 5 per mille e soprattutto lo stanziamento di 235 per incentivare le imprese ad assumere giovani e donne. La misura, quest’ultima, è contenuta in un decreto interministeriale e sarà operativa da lunedì prossimo. Il fondo sarà gestito dall’Inps e riguarderà le aziende che stipuleranno nuovi contratti o stabilizzeranno gli esistenti.