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Pescara, 24/03/2026
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Data: 07/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La crisi fa traballare diecimila posti di lavoro. Economia Edilizia e commercio col fiato corto. I dati della Cgil

Di Cesare: «Più trasparenza nell’accesso al credito»

Nel comparto industriale più di un lavoratore su due rischia di perdere il posto. Edilizia e commercio, nel Pescarese, da settori trainanti sono in grande sofferenza: la prima ha perso 5mila posti in tre anni, il secondo segna il passo. Il monitoraggio effettuato dalla Cgil nelle grandi aziende della regione sostiene che su un totale di 17.780 occupati, 10.245 sono in bilico, e momentaneamente usufruiscono della cassa integrazione, della mobilità e dei contratti di solidarietà. L'area della regione più colpita dalla crisi è il Teramano, dove rischiano il posto 4.314 dipendenti su 4.685, seguita dal Chietino (2.496 su 7.870), dal Pescarese (1.751 su 2.216) e dall'Aquilano (1.684 su 3.009). La cassa integrazione straordinaria e quella in deroga stanno prendendo il sopravvento, e insieme, nei primi otto mesi dell'anno, sono arrivate a sfiorare i 22 milioni di ore (oltre due milioni di ore in più rispetto allo stesso periodo del 2011). È evidente che alla scadenza dei termini previsti per gli ammortizzatori sociali, in assenza di proroghe e interventi decisi, intere aree della regione rischiano di subire un'autentica desertificazione sociale. «La cassa integrazione in deroga dovrà essere rifinanziata, bisogna aprire dei tavoli di confronto e ridefinire l'elenco delle aziende in crisi - è la posizione del segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare - Saranno fondamentali i rapporti tra Governo e multinazionali nell'ambito del decreto trasforma-Italia, perché solo un intervento nazionale può sbloccare la situazione delle grandi aziende». La coesione sociale non è ancora compromessa, anche se il numero delle vertenze seguite dalla Cgil cresce esponenzialmente, e in Abruzzo ha raggiunto quota 192. «È una situazione di assoluta precarietà, che dall'industria si estende all'intera società - prosegue Di Cesare - Sul fronte del credito è necessaria maggiore trasparenza da parte delle banche, mentre il pacchetto Presto, sottoscritto dal Patto per lo Sviluppo, potrebbe essere una buona dote, ma occorrono investimenti da parte delle imprese; inoltre servono 500 nuovi cantieri a L'Aquila e nell'area del cratere, e la Regione dovrebbe impegnarsi a realizzare anche una sola infrastruttura, come un porto commerciale». Infine l'appello: «Bankitalia, Confindustria, Governo e Regione forniscano risposte immediate».

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