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Pescara, 24/03/2026
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Data: 07/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Cgil: il 60% dei posti a rischio nell’industria. Il sindacato: 10mila persone con il lavoro incerto, Bankitalia crei un osservatorio sul credito in Abruzzo

PESCARA Circa 10.200 persone «rischiano di perdere il posto di lavoro» in Abruzzo, su un totale di 17.780 unità occupate nel settore industriale (circa il 60%), e 192 sono le vertenze in corso. A scattare la fotografia della crisi nelle aziende abruzzesi e lanciare l’allarme sulla questione-occupazione è la Cgil regionale, che sottolinea come stiano «prendendo il sopravvento la cassa integrazione straordinaria e quella in deroga». I dati sono stati illustrati, ieri a Pescara, dal segretario regionale del sindacato, Gianni Di Cesare. In particolare, la Cgil analizza la situazione di tutte le grandi aziende delle quattro province, Magneti Marelli di Sulmona, Pilkington di San Salvo), Atr di Colonnella, e Somi Impianti di San Valentino). Su tutto il territorio regionale il sindacato sta seguendo 192 vertenze: 69 in provincia di Teramo, 58 in quella di Chieti, 42 nella provincia di Pescara e 23 in quella dell’Aquila. I lavoratori «a rischio» sono 10.245, su un totale di 17.780 dipendenti: 4.314 nel Teramano (totale 4.685), 2.496 nel Chietino (totale 7.870), 1.751 nel Pescarese (totale 2.216) e 1.684 nell’Aquilano (totale 3.009). In particolare, a livello regionale, 1.863 lavoratori sono in cassa integrazione ordinaria, 171 in cassa integrazione in deroga, 4.607 in cassa integrazione straordinaria, 1.947 con contratto di solidarietà e 1.656 sono interessati da procedure di mobilità. Che fare per uscire da questa crisi industriale profonda? La Cgil suggerisce questa ricetta: rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, costituzione di un osservatorio sul credito, interventi in campo edile, investimenti, realizzazione di infrastrutture, etica e trasparenza nella politica, tassazione, risorse comunitarie. «Sul fronte credito», ha detto Di Cesare, «è necessaria trasparenza da parte delle banche e vogliamo che la Banca d’Italia contribuisca alla costituzione di un osservatorio sul credito in Abruzzo». «Sono inoltre fondamentali», ha aggiunto Di Cesare, «i rapporti tra governo e multinazionali nell’ambito del decreto “Trasforma-Italia”. L’Abruzzo, poi, faccia un’infrastruttura, anche una sola: un porto», ha aggiunto il segretario della Cgil, « per commercializzare le merci». Di Cesare si è soffermato anche sulla necessità di un’«operazione trasparenza» in politica, sulla tassazione e su eventuali investimenti «visto che la sanità ha fatto registrare un avanzo di 107 milioni di euro».

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