Caso Lazio, i paletti dell’Udc: fare chiarezza sulla linea politica
ROMA Pier Ferdinando Casini sceglie l’Happy family day per lanciare un segnale d’avviso ai naviganti del Pd: «C’è un ondeggiamento che non va bene», se si continua con la strada imboccata nel Lazio sarà rottura. Al leader Udc non piace la riedizione dell’alleanza con Sel e Idv pronta a riemergere per dare l’assalto alla Pisana. E mentre si dice favorevole all’Election day, per una questione di «buon senso, risparmiare 28 milioni di euro», Casini lancia un appello a Monti perché il governo allenti la pressione fiscale agevolando le famiglie numerose e dando così «un primo segnale concreto».
Quando si rivolge al Pd, Casini parla da leader Udc ma anche a nome dei moderati. Ma se non è un ultimatum poco ci manca: «Deve fare chiarezza sulla sua linea politica: Zingaretti è passato dalla sera alla mattina da candidato al Comune di Roma a candidato alla Regione». E ancora, «stringere un’alleanza come si sta facendo con Vendola e Di Pietro è la tomba di ogni rapporto».
Alla festa della famiglia, nel polmone verde di villa Pamphili, tra palloncini colorati, genitori e bambini, l’ex presidente della Camera si dice insomma pronto a ratificare una separazione di fatto: se i democrat si preparano a mettersi in posa per scattare di nuovo la foto di Vasto sarà rottura. Messaggio chiaro. Si rivolge a quanti nel Pd l’area più moderata e quella dei popolari hanno espresso nelle ultime ore perplessità ad ampio raggio su questo ritorno al passato. «L’alleanza tra Vendola e Di Pietro è un passo indietro rispetto alla politica ribadisce Casini se questo è il tasso di chiarezza del Pd c’è davvero da preoccuparsi per il futuro». «Voglio augurarmi dice ancora che le primarie facciano chiarezza sulla politica e sulle ragioni per cui si costruisce un’alleanza».
La questione laziale si potrebbe chiudere qui. Se non fosse che il confuso e agitato scenario del dopo-Polverini rischia di mettere in crisi anche un eventuale patto tra i moderati. L’alleanza con Sel e Idv, secondo l’ex presidente della Camera, va infatti in direzione opposta e contraria. Non sono in gioco solo i destini della Pisana e del Campidoglio bensì l’intero quadro politico. In quanto al voto, si potrebbe anche andare alle urne nello stesso giorno per «una questione economica non ideologica». «Se si risparmiano 28 milioni di euro ha spiegato Casini è buonsenso, considerando che si sono sprecati soldi anche nel Consiglio regionale del Lazio».
I moderati che potrebbero svolgere un ruolo decisivo è stato il tema sul quale Casini al termine dell’Happy family day è stato più volte sollecitato. Specie se Berlusconi dovesse davvero fare un passo indietro per favorire un’aggregazione di centristi. Si sta ragionando sui «se» e sui «ma», ha premesso il leader Udc, «mi sembra però che finora da parte del Cavaliere ci sia stato solo un lascia e raddoppia». «Noi stiamo cercando ha continuato un progetto diverso, un programma politico chiaro da presentare agli italiani che coinvolga non solo la politica ma anche la società civile». Piena fiducia a Monti, dunque, che «non è una parentesi ma un lavora da continuare». E le illazioni che vorrebbero Montezemolo alleato se non addirittura leader del centrodestra? «No comment», poco più di «una boutade».
Chi già vede nella parole del leader Udc un allontanamento dal centrosinistra è Bruno Tabacci, candidato alle primarie per l’Api, «mi auguro per il Paese dice non ritorni a destra». Ma il tema della festa di ieri era la famiglia. Non poteva mancare dunque una battuta su Nichi Vendola, «non invitato». «Rispetto l’affettività del governatore della Puglia è la risposta in sintesi di Casini ma sono convinto che i rapporti omosessuali non possano dare vita ad un matrimonio, tantomeno ad una famiglia».