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Data: 08/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Ora ricostruire L’Aquila, no al progetto della new town». Napolitano inaugura il nuovo auditorium di Piano

L’AQUILA - «È ora di ricostruire la città, basta con le new town» dice il capo dello Stato Giorgio Napolitano davanti all’auditorium che Renzo Piano ha realizzato alle porte del centro storico puntellato e ferito, a pochi passi dal Forte Spagnolo, uno dei monumenti più colpiti dal sisma del 2009 che ha devastato L’Aquila. Tre cubi rivestiti del pregiato legno del Trentino, costati quasi sette milioni di euro donati dalla Provincia di Trento. «Il simbolo della rinascita» dice l’archistar Renzo Piano. Una critica ai «luoghi senz’anima, senza logica, senza affettività» del post terremoto, alle periferie dell’Aquila «realizzate ex novo, caso unico, quando in tutto il mondo si costruisce e si ragiona per superare le periferie». E Napolitano sceglie proprio l’inaugurazione del primo edificio della «città nuova» per spazzare via le polemiche sui lavori fermi e i fondi che scarseggiano: «È ora di pensare al centro storico, basta con l’idea di ricostruire L’Aquila all’esterno». Qualcuno ha letto in questo concetto una critica anche al «progetto Case», i 19 quartieri voluti fortemente dall’ex premier Berlusconi all’indomani della tragedia e che oggi ospitano ancora circa 14 mila persone. Il capo dello Stato sottolinea comunque le «prospettive serie» della ricostruzione, annuncia l’arrivo di nuovi contributi entro fine anno, rivela di aver ricevuto dal ministro Barca «elementi concreti sui lavori in corso e sui finanziamenti decisi».
L’Aquila, dunque, riparte dal gioiello di Renzo Piano, battezzato dal gran concerto dell’Orchestra Mozart di Bologna diretta dal maestro Claudio Abbado, sulle note di Bach. Accolto da qualche timida protesta delle associazioni culturali in crisi per i tagli, Napolitano assiste dalla prima fila della splendida sala rossa e poi, al termine, prende la parola, commosso: «L’auditorium segna il ritorno a vita della grande cultura musicale così duramente provata. Avete dato una prova d’affetto all’Aquila e all’Italia che non dimenticheremo. Grazie per aver inventato col prezioso legno del nostro Trentino questa struttura così elegante, agile, armoniosa». La festa la completa Roberto Benigni, che ricambia l’affetto degli aquilani con un vero e proprio show: «Il centro di questa città è comunque pieno di vita, un’immagine indimenticabile. L’auditorium? È un giocattolino, è fatto da un bambino di 14 anni, è da prendere in tasca e portare a casa!». E ancora, su Napolitano: «Qualunque cosa dice dice bene, sono qui per abbracciarlo simbolicamente e all’Aquila è un abbraccio particolare». E la casa che dice di voler comprare qui? «Sarebbe bellissimo, ho tanti amici. L’Aquila va ricostruita».

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