Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/03/2026
Visitatore n. 752.603



Data: 08/10/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«In volo per Bari, città mafiosa» Ribelliamoci (non solo a Ryanair)

La provocazione di una hostess e la denuncia dei viaggiatori
La compagnia si è dissociata e aprirà un'inchiesta

I passeggeri salgono sull'aeromobile e si sistemano ai propri posti, in attesa del decollo. La candida voce di una hostess saluta i viaggiatori in perfetto italiano. Poi, la stessa ripete l'annuncio in inglese, ma stavolta il contenuto suona più o meno: «Benvenuti a bordo di questo volo Ryanair da Parigi Beauvais a Bari, la città della mafia e di San Nicola». Confusione fra i patrioti a bordo. Avranno sentito bene? Si sa, pochi prestano ascolto ai comunicati in cabina. Ci si consulta in cerca di conferme e, in pochi minuti, montano sgomento e incredulità. Una ragazza barese risparmia la collera e, giunta a destinazione, scrive alla compagnia aerea. Si dichiara offesa dal modo in cui sono stati trattati dei passeggeri «paganti» e ricorda il sostegno economico offerto a Ryanair con denaro pubblico affinché aprisse un hub proprio a Bari.

Ma resta il dubbio. Perché la hostess avrebbe pronunciato una simile frase? Da scrittore di thriller (pugliese doc!), azzarderò la soluzione del giallo.

Prima ipotesi: la boutade pubblicitaria. Ryanair ci ha abituato a campagne provocatorie che negli anni hanno tirato in ballo anche Berlusconi, Sarkò e Carlà, la Gioconda, procaci cameriere bavaresi e, da ultima, la Polverini. Incurante di inimicarsi i fan del Cavaliere o di Leonardo Da Vinci, Ryanair sa bene che per la gente le questioni economiche pesano più delle questioni di principio. Come a dire: «Coi nostri prezzi possiamo dire ciò che ci pare» - (lo slogan è mio, protetto da copyright: quelli di Ryanair sono avvisati nel caso volessero usarlo). In fondo, è stata loro la sensazionale trovata pubblicitaria di riempire un aereo di zecche (un Londra-Ciampino che - putacaso! - avrebbe dovuto proseguire per Bari). Perciò non dovremmo stupirci se domani scoprissimo che la ragazza barese che ha sollevato l'ultima querelle è, in realtà, un agente provocatore al soldo della compagnia. Per la cronaca, Ryanair con un comunicato si dissocia dal pensiero espresso (non si capisce se nei confronti di Bari, della mafia o di San Nicola) e assicura che sarà aperta un'istruttoria per accertare i fatti.

Seconda ipotesi: il fidanzato barese. L'ignota hostess nei suoi passaggi pugliesi ha frequentato e, forse, amato un giovane del posto (sicuramente un devoto di San Nicola). Dopo essere stata lasciata e/o tradita, non potendo colpire lui, ha deciso di rivalersi contro la città che gli ha dato i natali e il suo santo patrono.

Terza ipotesi: la montatura. Sono stati i baresi a ordire tutto per poter affermare che, se il volo in questione fosse stato un Parigi-Linate e la hostess avesse affermato che «Milano è la città di Sant'Ambrogio e della 'ndrangheta», avrebbero dato tutti la colpa a Saviano e un leghista avrebbe preteso di salire sul volo successivo per leggere al microfono un comunicato di smentita.

Quarta ipotesi: la hostess ha detto solo la verità. Personalmente mi sento più offeso dalla parola mafia che dal fatto che fosse diretta a una città che amo. Ma in Italia ci si indigna solo quando viene toccato un campanile, perché viviamo nell'assurda convinzione che la mafia sia roba da mafiosi e non riguardi invece un intero popolo, una nazione. Un Paese che permette a un politico di vantarsi della propria ingordigia e che costringe uno scrittore ad avere una scorta, non può che dirsi mafioso. E in questo momento storico, Bari è mafiosa nella misura in cui lo sono tutte le città d'Italia, da Nord a Sud. Condannare una compagnia aerea o l'idiozia di una hostess purtroppo non cambierà la sostanza. Perciò, visto il moto d'orgoglio che ha generato la vicenda, propongo che l'annuncio, da oggi in poi, venga ripetuto su ogni mezzo di trasporto indipendentemente della destinazione. Così, invece che un'offesa, proveremo forse a cancellare la mafia.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it