È come un vecchio castello nel quale nessuno vuole più andare ad abitare, il Pdl. Tra quelle mura decadenti, che un giorno ospitavano deputate svestite e bottini elettorali ben oltre il 30 per cento, ora aleggia uno spettro che atterrisce e delude al tempo stesso.
Non parla e non dispone, ma occupa ancora la scena, Silvio. Prende tempo, ma resta fermo, indeciso sul da farsi. Ieri la Gazzetta dello Sport informava: «Berlusconi niente derby, festeggerà in Russia i 60 anni di Putin». I dettagli rendono tutto triste, solitario y final: «Per problemi relativi al visto, le persone che aveva indicato come suoi ospiti dovranno rimanere a casa».
E sembra quasi che voglia chiudere un cerchio con questo viaggio russo, Berlusconi. Il cerchio di due mesi di annunci e pochissime comparsate, un agosto e un settembre nei quali l’uomo che aveva monopolizzato la scena italiana con il reality della sua vita, appare in procinto di essere eliminato, dai sondaggi prima ancora che dal (tele)voto. Era luglio quando si erano diffuse voci di un’altra discesa in campo. «Non fatemi parlare» aveva risposto lui. Poi la conferma di Alfano e l’attesa dei fedelissimi: «Berlusconi in campo mi fa godere. Sto godendo molto di più di un orgasmo, questo godimento dura di più, moltissimo » l’esaltazione di Galan.
Eppure nell’estate del 2012, mentre nelle radio suonava a tutto spiano il Pulcino Pio, è un continuo inabissarsi. Il primo agosto l’annuncio dell ’ennessimo viaggio a Mosca. Il tempo di rientrare, di accettare le scuse telefoniche di Monti dopo un’intemerata tecnica («Lo spread ora sarebbe a 1200 se Berlusconi fosse rimasto a Palazzo Chigi»), ed ecco qualche buffetto alla stampa straniera.
Il colloquio di metà agosto è affidato al francese Libération : «Non ho ancora deciso ma una cosa è sicura: sono sempre stato al servizio del mio Paese» l’affermazione del fantasma che riprova a farsi statista. Sarà stata la mancanza di occupazioni, l’eccessivo tempo libero o la dieta (pare abbia perso sette chili) a procurargli una caduta «C’è solo qualche piccola contusione alla spalla» rassicura a Corriere.it, Giorgio Puricelli, fisioterapista del Milan e –naturalmente – consigliere regionale lombardo. Quindi, Silvio sparisce davvero. Si capirà solo dopo giorni che è volato in Kenia.
A rivelarne i dettagli è l’amico Flavio Briatore che parla di “lunghe passeggiate” e “assolutamente niente donne”. Racconta di un vecchio leone in pensione: «Ci svegliamo alle sette del mattino con lunghe passeggiate. Lui ha un passo molto veloce e io facevo fatica a stargli dietro» dice come di un Mussolini a nuoto per il mare di Romagna. Proposte politiche, scenari, annunci economici. Poca roba. Si sentono al massimo Giovanardi far festa, con toni da iettatore: «Quando non ci sarà più, Berlusconi merita un francobollo» dice alla Zanzara. C’è forse da sperare in Atreju, la festa nazionale dei giovani Pdl. Quest’anno no: «Oggi, di fronte a tanta confusione, è meglio riflettere. I giovani di Atreju lo capiranno». Loro rispondono con un intervento finto di un imitatore stile Arcore. La delusione è palpabile, lo smarrimento crescente. E allora meglio partire in crociera, con i canuti lettori del suo Giornale.
A 360 gradi l’intervista con Sallusti poi riportata dal quotidiano di proprietà. Ma Silvio, ancora, non c’è. Si manifesta con un’altra, sterminata, intervista (26mila battute) all’Huffington Post Italia nuovo di zecca. Tanti click ma di nuovo pochi titoli. Per rivederlo live, bisogna aspettare la presentazione del libro di Brunetta a Roma, “Il grande imbroglio”.
Giuliano Ferrara scherza: «Nutro rispetto per Brunetta però faccio un’osserva zione: se c’è stato un imbroglione è seduto alla mia destra». Silvio abbozza tetro, serioso, abbronzato e tirato: mai sorridente. Si lancia in un auspicio: “Se la Germania esce dall’euro non è una tragedia”. Da Berlino rispondono: “È un’affermazione assurda”. Metafora finale del castello infestato dallo spettro, è infine Villa Certosa. La sua proprietà immensa, immortalata dal fotografo sardo Zappadu con tanto di Topolanek come mamma l’aveva fatto. Là dove frotte di ammiratrici passavano le vacanze, dove la stessa Noemi Letizia non era mancata nei momenti clou, va in vendita ai russi. Secondo Libero a 470 milioni di euro. Siamo così ai giorni nostri. I guizzi che farebbero pensare che no, Silvio non è più de – saparesido , ma in campo, come il vertice a Palazzo Grazioli di mercoledì scorso, si trasformano presto in una bolla di sapone. Il Foglio parla di “un azzeramento del Pdl”. È vero? A volte ritornano? Macché.Non c’è manco spazio per il derby. Ieri Repubblica al contrario annuncia in prima pagina: “Berlusconi medita l’addio alla politica”.
Come andrà a finire? «Me dicen el desaparecido, fantasma que nunca está». Mi chiamano il desaparecido un fantasma che non resta mai cantava Manu Chao. Potrebbe cantarlo anche Silvio. Mentre il centrodestra italiano aspetta che quel vecchio castello venga disinfestato. Anche se non è sicuro che senza il suo fantasma, rimarrebbe ancora in piedi.