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Data: 09/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Scontro sui tagli a Sanità e pubblico impiego

Oggi il Consiglio dei ministri vara la legge di stabilità, prima l’incontro con le parti sociali

ROMA Un nuovo colpo di scure sulle spese legate a sanità, ministeri, regioni, pubblico impiego. Servirà innanzitutto a scongiurare il previsto aumento dell’Iva nella seconda metà del 2013, a detassare il salario di produttività e a finanziare una serie di spese indifferibili, come quelle legate al trasporto pubblico locale, all’autotrasporto o al 5 per mille. Oggi arriva la legge di stabilità, ma prima il governo incontrerà le parti sociali. E sui tagli allo studio è già scontro. «Qualcuno forse ci sta lavorando, io no», dice il ministro della Salute, Renato Balduzzi aggiungendo che «la sanità ha già avuto un intervento significativo e incisivo». «Con altri tagli il sistema non sopravvive», dicono le Regioni sempre riferendosi alla sanità. Sulle ipotesi di un altro giro di vite sugli statali la Cgil sottolinea: «Speriamo che le indiscrezioni siano infondate altrimenti saremmo di fronte a un atteggiamento persecutorio nei confronti del lavoro pubblico». I tagli eviteranno l’aumento dell’Iva e probabilmente finanzieranno la defiscalizzazione del salario di produttività. Sul fronte fiscale sono attese correzioni nel riparto del gettito Imu, tra Stato e Comuni. Possibili correzioni anche per l’Imu che grava sui capannoni produttivi. La legge di stabilità, dovrebbe valere almeno 10 miliardi di euro. Oltre alle risorse che arriveranno dalla spending review, un paio di miliardi potrebbero essere reperiti con la revisione degli sconti fiscali. Solo per evitare l’aumento dell’Iva servono 6,5 miliardi di euro. Il resto dovrebbe essere suddiviso tra la misura sul salario di produttività e le spese non rinviabili. Lo stop all’aumento dell’imposta sui consumi è praticamente certo. «Faremo di tutto per evitarlo», ha assicurato ieri il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli riferendosi all’aumento già previsto per legge, dichiarandosi «piuttosto fiducioso» sulla possibilità di mantenere l’obiettivo. Sulla detassazione del salario di produttività si studiano nuovi paletti, per garantire che quelle risorse siano davvero ’investite’ per avere maggiore produttività da parte delle aziende e per quindi spingere la competitività del sistema Paese. In ogni caso si parla di risorse necessarie per diverse centinaia di milioni di euro. Sul capitolo infrastrutture potrebbe esserci invece una parola definitiva per il Ponte sullo Stretto; la legge dovrebbe contenere infine delle misure per rimuovere le condizioni di favore di cui gode Ryanair.

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