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Pescara, 24/03/2026
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Data: 09/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Un voto salva Pescara Parcheggi. E Mascia. Carlo Masci pretende una verifica: «I centristi devono dire da che parte stanno»

Comune La roulette russa sulla delibera (17 a 16) evita al sindaco le dimissioni ma lascia i conti aperti i conti con l’Udc

Per un punto Mascia si salva, ma la maggioranza è appesa a un filo che l’Udc potrebbe tagliare da un momento all’altro. Questa è la sintetica lettura del voto di ieri sulla delibera di Pescara Parcheggi, approvata con 17 "sì", 16 "no" e 7 astenuti, unico assente Livio Marinucci. Il sindaco la pensa diversamente e ritiene che si tratti «di una vittoria politica perché una settimana fa l’Udc aveva votato contro, mentre stavolta si è astenuta». Poi un siluro al centrosinistra «che era venuto per celebrare un funerale - commenta rabbiosamente - e invece se n’è tornato a casa sconfitto. Posso dirvi che io non ho dormito la notte pensando alle 40 persone che lavorano in Pescara Parcheggi, molte delle quali erano in aula, mentre l’opposizione si è comportata per l’ennesima volta in maniera irresponsabile». Mascia tira un sospiro di sollievo per lo spavento provato e un risultato strappato in extremis, un risultato che invece non soddisfa Carlo Masci, il quale chiede subito una resa dei conti nel centrodestra: «Abbiamo superato un ostacolo, però è arrivato il momento di cambiare passo. Serve assolutamente una verifica per capire come andare avanti d’ora in poi sino al termine della consiliatura». Senza mai nominare i centristi, il leader di Pescara Futura mette in chiaro i rapporti di forza: «Devono dire se condividono o no la linea della maggioranza perché è bene che si sappia che i progetti importanti per la città noi li realizzeremo con o senza di loro. Noi abbiamo preso il 13%, loro il 5...». Non serve la traduzione per capire che al prossimo giro Masci chiederà un riequlibrio in Giunta e nei ruoli istituzionali. Sulla seconda delibera di Pescara Parcheggi, ritirata per essere presentata nuovamente dopo il 16 ottobre, quando ci sarà l’assemblea della municipalizzata, Masci puntualizza: «Se non abbassiamo il canone, la società non può ripartire di slancio come tutti auspichiamo. Se poi vogliamo per forza crocifiggere Roberto Core (l’attuale amministratore ndr) facciamolo pure, ma non cambia niente, neanche se arriva Marchionne...». Quanto all’Udc, il discorso del capogruppo Vincenzo Dogali è stato un capolavoro di equilibrismo. Prima ha demolito la gestione della srl: «Pescara Parcheggi incassa solo 4 milioni di euro l’anno quando ne dovrebbe incassare il doppio; ci risulta, infatti, che su dieci ore al giorno, le aree di sosta funzionano solo per due ore e mezza»; poi ha annunciato l’astensione del suo gruppo: come dire che per questa volta avete il nostro consenso-assenso, ma non fate l’abitudine perché alla prossima votazione calda potremmo farvi cadere. Sul fronte opposto, Gianluca Fusilli fa un riferimento nazionale: «Se Berlusconi si è dimesso con 308 voti, qualcuno in più del necessario per ottenere la fiducia, a maggior ragione avrebbe dovuto farlo Mascia che dovrebbe prendere atto di non avere più la maggioranza politica e in termini numerici». Già detto e sentito.

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