Passa la delibera di Pescara parcheggi e il sindaco non si dimette Determinante l’astensione di Udc e ribelli del Pdl. Il Pd: la maggioranza non c’è
Ecco i voti favorevoli: Mascia (sindaco Pdl), Caroli (indipendente), Masci, Volpe , Mambella, Di Marco, Cremonese (Pe futura), Sabatini, Chiavaroli, Ranieri, Pastore, Berghella, D’Incecco, Di Luzio, Sospiri, Arcieri, Foschi (Pdl). I contrari: Alessandrini, D’Angelo, Del Vecchio, Fusilli, Balducci, Di Pietrantonio, Diodati, Corneli, Marchegiani, Blasioli (Pd), Di Nisio (indipendente), Sulpizio (Idv), Di Iacovo (Sel), Acerbo (Rifondazione comunista), Bruno, Pignoli (Fli). Gli astenuti: De Camillis (presidente del consiglio Udc), Salvati, Dogali, Di Noi, Di Biase (Udc), Di Pino, Lerri (Pdl). La delibera evidenzia una perdita d’esercizio di Pescara parcheggi di 480.914 euro e prevede l’azzeramento del capitale sociale di 20.000 euro e la ricostituzione con un importo pari a 100.000 euro. Inizialmente, la cifra era di 500.000. È stata ridotta con un emendamento Pd.
di Andrea Bene wPESCARA Ore 17,30: il presidente del consiglio comunale Roberto De Camillis prende la parola per comunicare l’esito del voto sulla delibera per la ricapitalizzazione di Pescara parcheggi: «Consiglieri presenti 40, voti favorevoli 17, contrari 16, astenuti 7; il provvedimento è approvato». Albore Mascia tira un sospiro di sollievo, la delibera per salvare la società del Comune è passata e lui non si deve più dimettere. Sorride mentre guarda l’opposizione, che ha perso l’ennesima occasione per mandare a casa il centrodestra. I 40 dipendenti della municipalizzata, seduti tra il pubblico, lanciano un applauso commosso. Domani potranno continuare a lavorare. Ma il sindaco e la società si solo salvati per un solo voto. In caso di pareggio, infatti, la votazione si sarebbe dovuta ripetere in un’altra seduta. Un accordo con l’Udc, dell’ultima ora, ha consentito al primo cittadino di evitare una débacle e di poter tirare avanti ancora la consiliatura. Mascia aveva promesso che si sarebbe dimesso, se ieri l’aula non avesse approvato la delibera sulla ricapitalizzazione per un importo pari a 100mila euro. Se non ci fosse stato quel voto in più, il suo, la società avrebbe rischiato di portare i libri in tribunale. Almeno per ora questo pericolo è scampato, ma il consiglio deve ancora votare il piano industriale e la riduzione del canone, che la società deve corrispondere ogni anno al Comune. Due provvedimenti indispensabili per il futuro di Pescara parcheggi, inseriti all’ordine del giorno del consiglio di ieri e poi rimandati. Il sindaco si è detto comunque soddisfatto. «L’appello lanciato nei giorni scorsi», ha commentato, «è stato raccolto dalla maggioranza, che oggi ha approvato la delibera salvando 40 posti di lavoro». È stato determinante l’atteggiamento dell’Udc, che la scorsa settimana aveva espresso voto contrario e ieri si è astenuta. Le trattative con i centristi sono andate avanti per tutta la giornata. Sembrava scontato il loro no. Poi, qualche ora prima della seduta, in un incontro tra il gruppo consiliare e il sindaco, la situazione è cambiata. «Mascia ci ha garantito che verranno rivisti la governance e il piano industriale della società», ha rivelato il capogruppo Udc Vincenzo Dogali. Sono alcune delle condizioni che i centristi avevano dettato al resto della maggioranza per assicurare il voto favorevole. Il sindaco si sarebbe impegnato a valutare la possibilità di sostituire, come richiesto dall’Udc, l’amministratore unico di Pescara parcheggi Roberto Core, senza affrontare prima il leader di Pescara futura Carlo Masci, che anche ieri ha ribadito il suo no all’operazione. Mascia è riuscito poi ad assicurarsi l’astensione dei ribelli del Pdl, Nico Lerri e Salvatore Di Pino, assenti invece nella precedente seduta. «La delibera passata con la sola assenza del consigliere Marinucci», ha fatto notare il sindaco. Di tutt’altro parere l’opposizione. «Mascia si è dato la fiducia da solo con un voto in più, il suo», ha fatto notare Moreno Di Pietrantonio (Pd). «Quanto avvenuto oggi, con il sindaco graziato per un solo voto», ha osservato Adelchi Sulpizio (Idv), «rappresenta l’emblema di questa maggioranza che da oltre tre anni non fa altro che litigare su tutto e trova l’unico collante nella paura di tornare alle elezioni». «La votazione ha dimostrato che non esiste più una maggioranza», ha sottolineato Massimiliano Pignoli (Fli). «Il ricatto del sindaco che minaccia di mandare tutti a casa è servito», ha concluso Enzo Del Vecchio (Pd), «così hanno prolungato di qualche giorno la vita di una società in agonia».