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Pescara, 24/03/2026
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Data: 09/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mascia si salva con il suo voto ma la maggioranza non c’è più

La delibera su Pescara parcheggi passa per 17 a 16, l’Udc si astiene

Luigi Albore Mascia salva la poltrona di sindaco grazie al suo voto decisivo per il salvataggio di Pescara parcheggi. «Se non saremo in aula con 21 consiglieri andrò a dimettermi il giorno dopo» aveva annunciato il primo cittadino ai suoi alleati, legando l’approvazione della delibera a una sorta di voto di fiducia. Il responso gli è stato favorevole (17 sì contro 16 no e 7 astenuti per la ricapitalizzazione della società di gestione dei parcheggi) ma di fatto ha segnato la fine della maggioranza, che si può definire tale solo grazie al voto di chi la guida ovvero è ostaggio dei malpancisti di turno. «E’ stato un voto salva-poltrone per non andare tutti a casa. Continua a mancare quel governo forte cui Pescara ha diritto per il rilancio» ha detto il capogruppo Pd Moreno Di Pietrantonio. «Rassegnatevi, vi tocca Mascia per altri due anni» gli ha replicato Lorenzo Sospiri, Pdl.
Insomma, i soli a esultare sono stati i berretti blu di Pescara parcheggi, ieri in gran numero tra il pubblico: in caso di voto negativo, la società amministrata da Roberto Core (controllata al cento per cento dal Comune) avrebbe dovuto portare i libri in tribunale per il fallimento.
Se il castello non è crollato è stato solo per l’astensione in blocco dell’Udc guidata dal capogruppo Enzo Dogali, arbitro della sorte del sindaco e della maggioranza (astenuti anche Di Pino, Lerri e Salvati). In due precedenti occasioni i consiglieri Udc avevano votato contro la delibera, contestandola sotto più aspetti. Ieri, dopo conciliaboli che si sono trascinati anche durante la seduta, hanno corretto il tiro favorendo il buon esito della votazione. Solo il tempo dirà se le condizioni dettate alla vigilia dallo stesso Dogali saranno accettate dal resto del centrodestra: sostituzione dell’ad Roberto Core, apertura della società ai privati ovvero maggiori garanzie di redditività ed efficienza per scongiurare future perdite. «Se gestita bene, la società dei parcheggi è una risorsa per il Comune, ecco perché ci asteniamo - ha detto Dogali - ma le cose debbono cambiare». Carlo Masci (Pescara futura) non vuol sentir parlare di esonero di Core: «L’Udc dovrebbe dirci con quali motivazioni avanza questa richiesta per noi inaccettabile». Presto sapremo chi la spunterà: l’assemblea di Pescara parcheggi chiamata a ratificare il ripianamento dei conti per 480.914 euro e la ricapitalizzazione per 500mila euro (soldi versati dai pescaresi) si terrà a giorni. Ritirata dall’assessore Seccia, perché scaduta e da riproporre, la delibera sulla riduzione del canone annuo da 1,9 a 1,1 milioni: se non sarà approvata, Pescara parcheggi si ritroverà l’anno prossimo con altre perdite ingenti da sanare.
A introdurre il voto sulla delibera di Pescara parcheggi è stata una mozione con cui Armando Foschi, capogruppo Pdl, ha chiesto di istituire abbonamenti per la sosta a tariffa agevolata (20 euro) a favore dei residenti delle vie del centro a sosta libera ma che confinano con la fascia blu. Mozione contestata in particolare da Adelchi Sulpizio (Idv) e poi comunque approvata con 28 sì, 3 no e un astenuto. Il dibattito ha consentito a Enzo Del Vecchio, Pd, e a Enzo Dogali, Udc, di esprimere identiche considerazioni di merito sulla conduzione di Pescara parcheggi: «A Pescara ci sono 4093 stalli per la sosta e se solo ognuno di essi producesse 4,50 euro al giorno, cioè la tariffa di 3 ore, per almeno 300 giorni in un anno, si avrebbero incassi superiori ai 5 milioni - hanno detto -, sufficienti a onorare il canone da 1,9 milioni, le spese per il personale, l’Iva e le tasse». Tradotto, qualcosa non funziona nella gestione. «Non esiste in Italia una società dei parcheggi che non sia in attivo» ha osservato D’Angelo, Pd.
E’ rientrato tra i banchi e ha partecipato al voto anche Fausto Di Nisio, vice presidente vicario del consiglio comunale, rimasto a lungo tra il pubblico in polemica con il sindaco per la questione dei biglietti gratis allo stadio: Mascia ha ammesso solo la lista di consiglieri e assessori e ha glissato sugli altri cento nominativi, rimediando severe critiche da Diodati, Pd.

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