ROMA - «Accetto le sfide, ma non sono disposto a cadere negli inganni». Pier Ferdinando Casini risponde così all’appello di Angelino Alfano. Non crede, il leader dell’Udc, al passo indietro di Silvio Berlusconi. «Sono abituato alle sue giravolte, agli stop and go», sospira. E se Casini considera valido e «suo» il progetto di unire i moderati, non ha alcuna intenzione di andarlo a fare a... destra. Soprattutto non con tutto il Pdl. Per dirla con Roberto Rao, «unire i moderati è la nostra mission e abbiamo già realizzato il governo dei moderati pur partendo dall’opposizione. Adesso non sarebbe strategicamente sensato andare a destra per guidare un’armata divisa».
L’annuncio del possibile passo indietro del Cavaliere, Casini lo riceve in diretta da Angelino Alfano al Tempio di Adriano dove si sta presentando il libro di Ferdinando Adornato. La reazione a caldo è di estrema prudenza: «Mi auguro che i fatti dimostrino che quel che dice Alfano sia vero. Ma sto ben attento agli inganni, visto che nel Pdl si è passati da Alfano alle primarie e poi da Berlusconi e a Berlusconi che si ritira. Vediamo dove si arresta la palla».
E la palla, secondo il leader centrista dovrebbe fermarsi sulla casella ritiro totale. Sull’uscita di scena definitiva del fondatore di Forza Italia. Né candidato premier, né candidato alle elezioni. Spiegazione: «La politica si sana con il processo elettorale. Solo in Italia siamo contrari alle grandi coalizioni. È chiaro se ci sarà ancora in campo Berlusconi non aiuterà la composizione di una grande coalizione».
Nell’attesa di scoprire la verità, Casini pone condizioni ben oltre l’eventuale eclissi del Cavaliere: «In politica i problemi dei nomi vengono dopo i contenuti. Qui c’è un problema di sostanza, non di persone». La sostanza è che Casini con la sua Lista per l’Italia punta su «Monti dopo Monti». Tant’è che lo dice in chiaro al segretario del Pdl: «Caro Angelino devi capire che il governo Monti non è né un espediente né un incidente di percorso. Io so benissimo che non appartiene a nessuno, né all’Udc né agli altri partiti, ma non è un espediente». E in serata, a Otto e mezzo, ripete il concetto: «Il futuro del centrodestra è Monti. Per me i moderati italiani hanno un banco di prova che è il governo del professore. Ci sono tre principi: la Costituzione, l’Europa e l’agenda Monti. In rispetto di questi principi il lavoro di Monti va continuato. Al momento in Italia non c’è nessuno migliore di lui».
Ma c’è di più. C’è che il leader centrista sta ben attento a mischiarsi con un partito travolto dagli scandali, a cominciare dal Lazio-gate. E non ha alcuna intenzione, come dice Rocco Buttiglione, di «imbarcare gente come la Santanché o La Russa. Altra cosa sono moderati come Frattini o lo stesso Alfano». Per dirla in forma un po’ più alta: «Noi non diciamo no a nessuno. Ma loro vogliono unire seguendoci nel nostro percorso? O vogliono arruolarci nella riedizione del berlusconismo? Chiarire spetta a loro». E Casini: «Oggi qualsiasi processo di aggregazione dei moderati deve partire da un atto di umiltà. Serve una riflessione autocritica sul perché una esperienza politica è finita e cento parlamentari della maggioranza sono andati via. Nel Pdl sono presenti disamine opposte sul fallimento del partito, da quella della Santanché a quella di Frattini».
In casa Udc si gode lo spettacolo di un Pdl sempre più spaccato. Con gli ultrà di Berlusconi che lottano perché sia ancora lui a guidare il partito e i moderati che puntano davvero a un «progetto comune». Ed è stata accolta con un... «siamo alle solite», l’immediata smentita di Daniela Santanché, la pasionaria azzurra corsa a negare la rinuncia di Berlusconi.
Anche nel Pd osservano con attenzione il terremoto in casa Pdl. «Per noi non cambia nulla, il Cavaliere è già un capitolo chiuso, un brutto ricordo del passato», dicono nell’entourage di Pier Luigi Bersani. «La novità potrebbe arrivare invece dal reale passo indietro di Berlusconi e dalla conseguente nascita di uno schieramento moderato. La questione è se Casini possa allearsi davvero con la destra. Questo potrebbe crearci qualche problema...».