ROMA Per le famiglie italiane è in arrivo una stangata sotto forma di aumento dei prezzi. L’inserimento a sorpresa dell’aumento dell’Iva - prima sempre negato - ha avuto l’effetto di oscurare il taglio dell’Irpef per i primi scaglioni. E di scatenare un fuoco di fila contro la legge di stabilità varata dal governo. Pesantemente insoddisfatte sono infatti le parti sociali, con sindacati e imprese uniti nel definire la manovra come depressiva e foriera di nuova inflazione dal 2013. All’attacco è partita la Confcommercio che accusa l’esecutivo di aver mentito. «Dopo aver ripetutamente dichiarato che il primo obiettivo della spending review e della legge di stabilità sarebbe stato quello di evitare, a partire dal prossimo luglio, l’aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva» il governo fa invece il contrario. «I 5 miliardi di minori imposte dovute all’Irpef vengono largamente mangiati dall’incremento dell’Iva» sostiene uno studio Confcommercio: la contestuale riduzione delle aliquote Irpef dal 23% al 22% per il primo scaglione e dal 27% al 26% per il secondo produrrebbe maggiori risorse per le famiglie pari a 1,5 miliardi nel 2013 ma contestualmente anche minori risorse pari a 2 miliardi per il 2014. Anche per le imprese cooperative l’annunciato aumento dell’Iva «è un’autentica calamità», afferma il presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari. Perché la decisione «provocherà un ulteriore abbassamento dei consumi e comporterà un aggravio di circa 270 euro a famiglia non compensato dal mini taglio dell’Irpef». Per la centrale cooperativa dei consumatori, «in tempi di recessione, è un provvedimento assolutamente controproducente, tale da incidere sul 73% dell’intero paniere di spesa, e peserà in maniera devastante proprio su quei 20 milioni di famiglie italiane a reddito basso, medio basso e basso per le quali servirebbe viceversa una manovra di sostegno». Scenario poco sereno sul quale incombe un aumento dell’inflazione nel 2013 del 5% - stime di Legacoop - e che colpirà tutti i listini dei generi alimentari. Tante ombre e poche luci anche per la Confederazione italiana agricoltori che prevede un effetto pesante sui consumi e una spirale di aumenti per i prodotti delle campagne. Per questo Susanna Camusso esprime un duro giudizio su tutta la manovra, definita «depressiva». L’aumento dell’Iva, insiste il segretario generale della Cgil, «ci sarà e sarà scaricato tutto sul futuro governo. Un aumento solo parzialmente compensato dal taglio dell’Irpef. Di fatto gli incapienti, che sono il 20% degli italiani, avranno un secco aumento del costo della vita». La Cgil, comunque, con il segretario Vincenzo Scudiere definisce il mini taglio Irpef «un timido segnale». Decisamente soddisfatto è invece Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, secondo il quale il taglio di un punto delle prime due aliquote segna una svolta: «è un segnale parziale ma molto, molto importante» perché «per la prima volta dopo tanti anni si alleggerisce dall’Irpef un po’ di carico peri redditi più bassi». Per il Codacons la riduzione di un punto dell’Irpef e dall’altra l’aumento dell’Iva sono «una presa in giro dei consumatori» da parte del governo e produrranno una stangata per le famiglie.