PIETRACAMELA Prati di Tivo, tutto tace. E non è un silenzio sinonimo di quiete montana, ma un silenzio inquietante delle istituzioni. Questo è quanto denunciano albergatori e sciatori. Il contratto con la Sangritana per la gestione degli impianti, compresa la seggiocabinovia, è scaduto a fine settembre. Da allora nessuno si è mosso per risolvere le diverse questioni aperte, in primis quella del terreno su cui sorge la stazione a monte, se quello di Pietracamela o di Isola, che ha presentato una “diffida a demolire” l’impianto. Tutti, a fine settembre davano per imminente un incontro, un vertice - anche perchè tutti si sono dichiarati per risolvere i contrasti - che però non è stato convocato. Intanto il tempo passa e il rischio che la stagione sciistica salti - a detta degli operatori dei Prati di Tivo - è sempre più concreto. Gli albergatori. «Se gli impianti non aprono, non apriamo nemmeno noi», esordisce Lello Candeloro, portavoce dell’associazione albergatori, «Non vogliamo entrare nel merito di chi ha torto o ragione. Ma è un dato di fatto che se le nostre aziende restano chiuse, l’estate sarà più difficile riaprire. E’ urgente che gli enti si siedano a un tavolo per risolvere i problemi: se la stagione si blocca qualcuno pagherà le conseguenze. Anche perchè se le nostre strutture saranno ferme non lavoreranno in media 150 persone, che non hanno nemmeno la cassa integrazione. Dappertutto si parla di rilancio del turismo per uscire dalla crisi e qui si va in senso contrario». I club. Lo Sci club Aquilotti del Gran Sasso, lo Sci club Teramo, le scuole sci Prati di Tivo e Gran Sasso D'Italia e gli amici dello Snowboard di Teramo «chiedono alla Regione, alla Provincia o e alla Gran Sasso Teramano concrete risposte per rendere possibile una giusta programmazione della stagione invernale ormai alle porte». Chiedono inoltre informazioni sulle nuove piste che dovevano essere realizzate a servizio del nuovo impianto. La Sangritana. «Il contratto è terminato, saremo abusivi qualsiasi cosa facessimo sugli impianti. Noi se ci convocano per un incontro, parteciperemo. Certo, occorrerà fare più chiarezza. Noi abbiamo messo molto entusiamo, non è stato così per altri», commenta il presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo. La polemica. Il senatore Paolo Tancredi definisce quel che sta accadendo grottesco. Ricorda l’impegno “poderoso” di Regione e Provincia (con 12 milioni di fondi Fas)e anche quello di Gran Sasso teramano e Sangritana. «A fronte di tutto ciò, il Comune di Pietracamela non ha mai collaborato alla soluzione delle numerose difficoltà incontrate in questo problematico percorso, anzi, sembra quasi, addirittura, che i cavilli burocratici sollevati dal Comune di Isola siano stati suggeriti paradossalmente proprio dal Comune di Pietracamela». Tancredi si domanda se a Pietracamela interessi il funzionamento degli impianti dei Prati. «Se la risposta, deducibile dai comportamenti, è negativa, è necessario che anche le altre istituzioni riflettano sull'opportunità di chiudere, per la prossima stagione invernale, il funzionamento della nuova funivia e di tutti gli impianti. Sarebbe una decisione severa, che vanificherebbe gli impegni, le fatiche e gli investimenti, ma sarà inevitabile per far sì che il Comune esca allo scoperto e si assuma le responsabilità sulle scelte che riguardano il suo territorio».