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Pescara, 24/03/2026
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Data: 11/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Per noi è come dire addio alla strada parco». I dubbi dei clienti: «Incomprensibile fare la spesa davanti a scuole e abitazioni»

«Continueremo sicuramente a far compere al mercato, ma non comprendiamo perché una città che ha una risorsa come la strada parco debba spostare le bancarelle davanti a case, scuole e su vie trafficate». Le signore Anna e Paola, incontrate ieri lungo viale Kennedy mentre acquistavano verdura dal loro contadino di fiducia, hanno le idee ben chiare su come andrebbe organizzato il mercato del mercoledì e non fanno mistero di mal digerire la filovia. Come loro, anche molti altri utenti si sono lamentati della novità, ma non perché non accettino lo spostamento delle bancarelle, bensì per le ragioni. «Ci sembra di essere tornate indietro di dieci anni e non ne capiamo il senso - continuano Anna e Paola -. Non siamo spaventate dal cambiamento, ma vedere il mercato qui, oggi, è un po’ come dire addio a quella bellissima arteria ciclopedonale che nel tempo abbiamo imparato ad amare e di cui adesso non vorremmo più fare a meno». «Oggi è filato tutto liscio perché è un giorno di festa e molti pescaresi sono a casa, ma che succederà quando il traffico sarà a pieno regime - si domanda, invece, Alessandro D'Ercole, assiduo frequentatore del mercato di Pescara nord -? Temo che sarà il caos e che sarà impossibile anche solo trovare un parcheggio».
Per altri, ancora, il vero problema è «il disagio che si creerà alla città stravolgendo, ogni mercoledì, la viabilità della zona». Ma, ovviamente, non sono mancati anche i commenti positivi, come quello della signora Teresa Faieta, che pensa che «il mercato, così sistemato, è più raccolto e intimo e quindi più alla portata dei compratori». Come sempre accade, quindi, le reazioni anche questo cambio di abitudine sono state diverse, ma per quasi tutti, invece, è la rivoluzione-filovia a creare malumore. E sul tema è tornato anche Mario Sorgentone, dell'associazione strada parco: «La filovia ha scacciato il mercato, gettando nel caos il traffico, i venditori e creando disagio ai cittadini. Questo è solo il primo effetto di un’opera inutile e dannosa, chiaro esempio di sperpero di denaro pubblico».

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