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Pescara, 24/03/2026
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11/10/2012
Il Centro
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Politica e malaffari (3) - Peculato e truffa, tre consiglieri indagati. Controlli su cene e viaggi sospetti. Nei guai Davide Boni (Lega), Nicoli Cristiani e Buscemi (Pdl) |
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MILANO Non ci sono le cene con i consiglieri regionali vestiti da centurioni, forse nemmeno banchetti pantagruelici da decine di migliaia di euro come accadeva nel Lazio, ma pur sempre di cene, viaggi in Italia e spese per comunicazione e di rappresentanza sospette si tratta. È l’inchiesta che ha preso le mosse ieri con l’ingresso nel palazzo della Regione Lombardia dei militari del Nucleo tributario della Guardia di Finanza di Milano. Le Fiamme Gialle avevano con loro un decreto di esibizione di documenti relativi ai rendiconti dei gruppi consiliari di Pdl e Lega dal 2008 al marzo del 2011. Sul decreto, con la specifica che sono indagati per peculato e truffa aggravata, i nomi di Davide Boni, leghista, ex presidente del Consiglio regionale, e dell’ex vicepresidente Franco Nicoli Cristiani (Pdl), ex assessore all’Ambiente della Giunta di Roberto Formigoni, e del consigliere, anch’egli ex assessore Massimo Buscemi (Pdl). Se per Boni e Nicoli Cristiani i guai sono cominciati tempo fa, Buscemi, genero di Pierangelo Daccò il faccendiere condannato a dieci anni per la vicenda del crack San Raffaele, è un indagato inedito del Pirellone, che di persone sotto indagine, alcune anche arrestate, ne conta ormai 14. Anche i guai di Buscemi in quest’inchiesta hanno origine diversa rispetto a quelli di Boni e Nicoli Cristiani. Se Boni è da tempo sotto inchiesta per corruzione e Nicoli Cristiani era anche stato arrestato, sempre per lo stesso reato alla fine del 2011, a causare l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex assessore è stato un esposto presentato in procura. A carico di Nicoli Cristiani c’è anche l’ormai famosa cena del settembre dell’anno scorso al ristorante Da Berti quando l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, per sua stessa ammissione, consegnò all’allora vicepresidente del Consiglio regionale 100mila euro per ottenere l’autorizzazione per l’apertura di una discarica nel Cremonese. Intercettato nell’inchiesta che lo portò in carcere per corruzione, Nicoli si lamentò che la cena gli era costata 3000 euro. Il procuratore aggiunto Alfredo Robledo vuole sapere se quei soldi per pagare il ristorante non provenissero dalle casse del gruppo del Pdl e se così fosse non si portebbe certo parlare di un loro uso istituzionale. Buscemi da parte sua si difende: «Io non so nulla, nessuno mi ha chiamato, sono in Regione. La Guardia di Finanza è passata all’ Ufficio di Presidenza e al gruppo ma nessuno mi ha fatto visita. Non ho ricevuto avvisi di garanzia o telefonate». Il consigliere mostra anche «una certa curiosità di avere informazioni per difendermi da accuse che non so. «Dovrebbe essere mio diritto sapere le cose - conclude - ma mi adeguo ai tempi». «Cinque in Giunta e 13 in Consiglio: la Regione Lombardia ha più indagati del carcere di San Vittore. È una situazione scandalosa», è il commento di Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista.
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