PESCARA - L'onore di presentare il Consorzio della Macroregione Adriatico-Jonica è toccato all'Abruzzo, con il governatore Gianni Chiodi che nel suo discorso introduttivo di Bruxelles ha invitato a cogliere il significato di questa grande opportunità offerta dall'Europa: «La Macroregione può diventare occasione di sviluppo di un'area importante e consistente del Mediterraneo».
Occhi puntati nella nuova sessione degli Open Day anche su Powered, il progetto sull'energia sostenibile che è un po' il motore della Macroregione Adriatico-Jonica e che vede l'Abruzzo ancora protagonista. Ad illustrarlo alla vasta assemblea di Bruxelles è stato l'assessore regionale all'Ambiente, Mauro Di Dalmazio: «La vera scommessa è questa, la condivisione di processi di crescita e di sviluppo sostenibili che altrimenti non potrebbero essere portati avanti singolarmente in questa vasta area del Mediterraneo».
La Regione verde d'Europa sale in cattedra, fa sentire la sua voce, richiama l'attenzione di un bacino di 25 milioni di abitanti. Ma è ancora presto per dire cosa porterà davvero a casa. Forse l'ingresso nell'Obiettivo di transizione, con la possibilità di accedere ad una consistente fetta dei fondi strutturali 2014-2020 a cui aspirano venti regioni europee, se il Governo italiano non si metterà di traverso, come sembra.
Ma nelle febbrili trattative che si sono svolte sui tavoli della Commissione e del Parlamento europeo, nella due giorni del 9 e 10 ottobre, c'è anche chi ha tirato l'acqua al proprio mulino. Come il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, che nella missione di Bruxelles portava sotto braccio il progetto della Fano-Grosseto per convincere i commissari Ue ad inserirlo nel Corridoio Baltico-Adriatico. Spacca ha parlato di infrastruttura strategica, proprio in riferimento alla Macroregione Adriatico-Jonica, rimarcando l'importanza del porto di Ancona nei suoi dialoghi con il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy e con il commissario europee per la politica regionale, Johannes Hahn.
Ma a meno di un'ora e mezza di autostrada dal porto di Ancona c'è quello di Pescara, che annaspa nelle sabbie mobili. E mentre a Bruxelles si parla di macroregioni, nel piccolo Abruzzo si litiga su tutto, come sottolinea con forti accenti autocritici il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci proprio in riferimento al progetto infrastrutturale portato avanti dalle Marche e introducendo anche una novità: «Mentre qualche consigliere regionale del Pd si diverte a spaccare il partito sulle Province, il ministro Passera conferma il ricorso al credito d'imposta per il finanziamento della Fano-Grosseto. Così, dopo il ferro, l'Abruzzo sarà tagliato fuori anche dai collegamenti su gomma».
Replica Chiodi da Bruxelles: «Quando si disegnarono i corridoi europei io facevo il commercialista e gli altri erano in ferie. Il Corridoio 5, pensato sull'asse Barcellona-Roma-Pescara-Kiev, fu infatti spostato più a Nord».