VENEZIA. La Regione Veneto - e con lei, ovviamente, tutte le altre - dovrà destinare ai trasporti pubblici ogni singolo euro che riceverà dallo Stato per i trasporti pubblici. Indicazione apparentemente ovvia, ma finora non scontata: quest’anno - hanno più volte denunciato ad una voce le aziende di trasporto venete, azzoppate (e con loro soprattutto gli utenti) dal taglio dei fondi regionali - il Veneto ha stanziato 253 milioni di euro per i trasporti locali. «Ma dal governo ne ha ricevuti 290: 40 sono finiti a pagare chissà quali altre voci di spesa e così da anni. Ora non si potranno più fare giochetti: tutti i fondi statali destinati ai Tpl deve andare ai trasporti, per garantire servizi agli utenti», esulta Marcello Panettoni, presidente di Actv Venezia, ma anche di Asstra, l’associazione nazionale delle aziende di trasporto. La nuova legge di stabilità varata dal governo - infatti - lo mette nero su bianco, una volta per tutte: i fondi per i trasporti sono vincolati. «Lo chiedevamo da anni», prosegue Panettoni, «di emendare in maniera definitiva quel che sembrava logico dovesse accadere, ma non accadeva mai: in Veneto ogni anno parte dei fondi per i trasporti sono stati destinati altrove. Ora, invece, il governo ha creato un unico fondo trasporti riunendo i precedenti tre dell’accise sulla benzina, sul gasolio e quelli del tesoro per Trenitalia e li ha vincolati tutti al trasporto pubblico: se avessimo avuto in questi anni tutti i fondi stanziati dal governo, non ci sarebbero stati tagli ed aumenti nella misura in cui ci sono stati».
Tra Regione ed aziende di trasporto - con gli utenti vaso di coccio - è un continuo braccio di ferro sui tagli al riparto. Proprio ieri, davanti al Tar Veneto si è svolta l’udienza che vede (tra gli altri) il Comune di Venezia e Actv impugnare le riduzioni di fondi di quest’anno, appellandosi anche alla questione dei fondi stornati, oltre al fatto che la Regione non ha modificato i servizi minimi obbligatori, ma ha ugualmente decurtato i finanziamenti. Niente sospensiva della delibera: i giudici hanno rinviato per l’udienza di merito al 17 gennaio, quando ormai i servizi di quest’anno saranno già belli che fatti e da pagare.