PESCARA «Lo statalismo è quanto di più grave possa esserci. Se si fa una riforma a metà come è stata quella del Titolo V del 2001 non ci si può poi meravigliare: è come meravigliarsi che il cavallo a dondolo non va da nessuna parte». Così si è espresso ieri il governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, prima della Conferenza delle Regioni convocata in merito alle modifiche della seconda parte della Costituzione. Nella riforma approvata nel 2001, ha spiegato Chiodi, «mancava una parte importante legata al federalismo e al Senato federale; in ogni caso non ci piace questo rigurgito di statalismo, tra 10 anni ce ne pentiremo amaramente». Mercoledì Chiodi era nel salotto di Bruno Vespa a Porta a Porta nella parte del governatore di una regione “virtuosa” rispetto alle spese dei consigli. Chiodi aveva anche difeso la riforma della sanità abruzzese, spiegano che i tagli non hanno intaccato i servizi, «semmai hanno aumentato la qualità». Ieri ha risposto a Chiodi il capogruppo di Rifondazione in Consiglio Maurizio Acerbo: «Capisco che Vespa abbia l’esigenza di mostrare che anche nel Pdl c’è qualcuno presentabile nelle Regioni e che quindi amplifichi un dato parziale come quello sulle indennità, ma evitiamo di esagerare nella beatificazione del presidente Chiodi. Al quale chiediamo di sapere quali siano le ragioni per le quali non sono stati ancora presentati i bilanci consuntivi 2010 e 2011 e quando intendono finalmente portarli all’approvazione; quali siano le ragioni dell’aumento della spesa per rappresentanza e indennità di trasferta e rimborso spese di Presidente e Giunta».