Proposta transattiva dopo le sentenze negative sulla Ria Agli impiegati ricorrenti riconosciuti anche i contributi
PESCARA La Regione mette nel piatto circa 20 milioni di euro per cercare di chiudere la vertenza sulla Ria, la retribuzione individuale di anzianità riconosciuta ai dipendenti regionali fino al 2011. L’offerta è stata avanzata, anche se per il momento in via informale, ai rappresentanti sindacali degli 800 impiegati che hanno avviato la causa per il riconoscimento retroattiva dell’indennità (fin dal 2005). Se le parti si mettessero d’accordo, la transazione costerebbe quindi 20 milioni di euro alla Regione, da corrispondere in 5 anni ai dipendenti a seconda dell’anzianità di servizio e del loro inquadramento. In linea di massima, un impiegato di categoria C, la più diffusa fra i ricorrenti, avrebbe un aumento di stipendio di circa 200 euro mensili. Ma l’aspetto che i legali degli impiegati reputano più positivo è quello relativo ai fini pensionistici. L’offerta riconosce infatti la natura retributiva degli arretrati (non sarebbero a titolo risarcitorio del danno) i quali sono soggetti ai contributi con il conseguente incremento dei valori pensionistici. Comunque vada a finire, per la Regione si tratta di un esborso di risorse che avrebbero potuto destinare altrove. I ricorrenti si sono agganciati a una legge regionale del 2005 che prevedeva la perequazione di stipendio rispetto a chi ha le stesse mansioni e l’anzianità di servizio uguale o inferiore. I dirigenti regionali furono i primi ad avviare i ricorsi e a vincerli. Su questa scia si sono poi mossi gli impiegati ai quali si è unito qualcuno dei dirigenti non rimasto pienamente soddisfatto dei soldi ricevuti già nei primi ricorsi. Gli impiegati sono seguiti da uno stuolo di avvocati: Gabriele Silvetti e Ugo Di Silvestre (per gli iscritti Cgil), Valentina Bravi (Cisl), Vittorini (Uil), Sandro Pasquali, Pietro Alessandrini e Piergiorgio Mancinelli. Le sentenze favorevoli ai ricorrenti sono arrivate dai tribunali di Pescara, L’Aquila e Sulmona; le uniche negative (una decina) le ha emesse il giudice di Chieti – che si chiama Federico Ria come l’indennità – il quale ha ritenuti nulli i ricorsi. La proposta transattiva e l’impegno di spesa della Regione sono stati comunicati dal dirigente del Personale Gianluca Caruso e vanno nella direzione indicata dal consiglio regionale su sollecitazione dei consiglieri regionali pd Claudio Ruffini, Giovanni D’Amico e Franco Caramanico. Nel caso in cui la proposta non dovesse essere accettata, l’iter andrebbe avanti. Le sentenza d’appello sono previste per fine marzo.