Trasporto pubblico locale finanziato dalle accise sulla benzina. È questa la soluzione individuata dal ddl di stabilità 2013 per assicurare il concorso dello stato agli oneri del tpl (compreso quello ferroviario). Verrà costituito un fondo ad hoc e lo strumento tecnico per alimentarlo sarà una compartecipazione al gettito derivante dalle accise sul gasolio e sulla benzina.
L'aliquota sarà determinata entro il 31 gennaio 2013 in modo da assicurare una dotazione complessiva del trasporto pubblico locale pari a 1,6 miliardi per il 2013. Entro il 31 gennaio prossimo saranno definiti i criteri con cui ripartire e trasferire alle regioni a statuto ordinario le risorse del fondo.
Tra i parametri da considerare ci sarà il rapporto tra ricavi da traffico e costi operativi. Le regioni, nonostante il dimezzamento dei tagli al fabbisogno sanitario nazionale (ammonteranno a 600 milioni nel 2013) assistono a un peggioramento degli obiettivi previsti dalla spending review che passano da 1 a 2 miliardi per gli enti a statuto ordinario e da 1,2 a 1,7 miliardi (2 miliardi nel 2014) per i territori autonomi. Ma ancora una volta il conto più salato rischiano di pagarlo i comuni a cui Monti chiede 500 milioni in più rispetto ai 2 miliardi di tagli individuati dalla spending review.
L'Anci ieri ha lanciato l'allarme. «Il sistema dei comuni non è in grado di sopportare tagli lineari per 2,5 miliardi», ha ammonito il presidente Graziano Delrio. «Chiediamo con forza», ha proseguito Delrio, «che i 2,5 miliardi di sacrifici che i comuni subiranno nel 2013 e nel 2014 siano considerati, come per il 2012, come obiettivi di riduzione del debito e non come tagli lineari, anche per i piccoli comuni che dal prossimo anno saranno soggetti al Patto di stabilità». I comuni hanno col Mef altri conti in sospeso. Mancano all'appello 500 milioni di introiti Imu per i quali, auspica Delrio, «bisogna arrivare a una soluzione entro l'anno, altrimenti molti enti si ritroveranno con buchi di bilancio ingestibili». In secondo luogo, spiega il sindaco di Reggio Emilia, «i comuni che dal prossimo anno saranno obbligati a fare le gestioni associate devono essere esentati dal Patto di stabilità: è un incentivo alle Unioni, ma anche una necessità per far quadrare i bilanci». Preoccupazione per i tagli in vista per gli enti locali è stata espressa anche dai costruttori edili che temono un'ulteriore contrazione degli investimenti in infrastrutture. L'allarme sarà lanciato oggi a Bari nel corso del convegno annuale dell'Ance Puglia. «I comuni pagheranno il 45% di questo nuovo irrigidimento», ha osservato il presidente Salvatore Matarrese. «Continueranno ad avere difficoltà a pagare le imprese ed è ragionevole attendersi che rimanderanno le decisioni di investimento proprio per evitare l'insorgere di ulteriori debiti»