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Pescara, 09/05/2026
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Data: 30/01/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Effetto-Finanziaria, tagli alle pensioni più alte. Studio dello Spi-Cgil, su un reddito mensile di 4mila euro se ne perdono 39

PESCARA. Ci rimetteranno le pensioni più alte. Gli effetti del nuovo sistema di tassazione e di sgravi introdotto dal governo con la Finanziaria 2007 iniziano a farsi sentire partendo proprio dai lavoratori a riposo. Se aziende ed enti sono ancora alle prese con calcoli complessi, che vanno analizzati caso per caso, su quanto inciderà la manovra economica nelle tasche dei dipendenti, i pensionati hanno già un quadro chiaro della situazione. I dati netti e lordi sono stati assemblati dallo Spi-Cgil di Pescara. Il sindacato dei pensionati ha calcolato sulle varie fasce di reddito mesile l'incidenza sugli aumenti legati al tasso d'inflazione programmato, pari al 2% per quest'anno secondo le stime del governo, combinandola con il peso delle imposte così come rideterminate dalla legge Finanziaria varata dal Parlamento. Il risultato, stando allo Spi-Cgil, è quello voluto e annunciato dal governo. Le pensione più piccole saranno salvaguardate e in alcuni casi otterranno un incremento sensibile, mentre quelle più alte subiranno tagli.


La curva degli aumenti

I calcoli del sindacato partono da una pensione minima di 600 euro al mese. L'inflazione programmata la fa salire di 12 euro, con una perfetta coincidenza tra importo lordo e netto. In questo caso non si vede l'effetto diretto della tassazione. Chi percepisce 600 euro al mese a fine anno si ritroverà un reddito inferiore ai 7.500 euro, che rientra nella no tax area prevista dal governo e per il quale non ci sono conseguenze né positive né negative. Ma già sulle pensioni di 1.000 euro si sente fin da subito la mano della Finanziaria. La quota lorda, considerato il 2% d'inflazione programmata, salirà a 1.020 euro. L'aumento netto, però, proprio grazie alla minore tassazione farà guadagnare quasi 11 euro in più ai pensionati, che incasseranno 1.030,62 euro. Il punto massimo della curva degli aumenti riguarderà le pensioni di 1.977 euro. In questo caso l'incremento lordo è di poco superiore ai 38 euro, mentre quello netto sfiora i 50 euro. I vantaggi cominciano a diminuire da 3mila euro. La spirale positiva innescata dall'inflazione programmata comporta una lievitazione lorda di quasi 54 euro. Con l'applicazione delle imposte, però, l'aumento sarà più contenuto e si fermerà a poco oltre i 23 euro netti. La tendenza al rialzo s'inverte del tutto a partire dalle pensioni di 4mila euro. Il calcolo dell'inflazione programmata fa crescere l'importo lordo fino a sfiorare i 69 euro. Ma a questo livello il peso delle trattenute fiscali è tale che, alla fine, il pensionato ci rimette: nel conto netto il suo reddito subirà una diminuzione di qualche centesimo superiore ai 39 euro.


Lo schema del sindacato

Sono questi i dati elaborati dallo Spi-Cgil sull'incidenza delle disposizioni del governo sulle pensioni. Il sindaco ha utilizzato uno schema fisso che considera un pensionato residente a Pescara e con moglie a carico. Sugli importi vanno anche calcolate le addizionali Irpef applicate a livello comunale e altre variabili legate alla composizione del nucleo familiare. «Le nuove aliquote fiscali privilegiano i redditi medio bassi», spiega Fulvio Furlotti dello Spi-Cgil, «e le cifre che abbiamo raccolto sulle pensioni sono la dimostrazione di questo concetto». I minori incrementi calcolati sugli importi di 3mila euro lordi e i tagli relativi ai redditi mensili di 4mila euro, secondo l'organizzazione di categoria, vanno ricondotti alla logica di «redistribuzione verso il basso» adottata dal governo nella Finanziaria 2007. «E' stata ripristinata una progressività», sottolinea ancora Furlotti, «che comporta un aumento netto per le pensioni piccole e una maggiore trattenuta fiscale su quelle che si collocano ad un livello più alto».


Il tecnico e l'ingegnere

I conti sono più complessi per i lavoratori dipendenti sia pubblici che privati. Le loro condizioni familiari, ad esempio, in genere sono suscettibili di cambiamenti più rapidi rispetto a quelle dei pensionati, per cui non è sempre facile il raffronto tra le retribuzioni ottenute in diversi periodi dell'anno. Una grande azienda del polo elettronico aquilano ha fatto una stima su base annuale mettendo a confronto, tra il 2006 e le proiezioni per il 2007, il reddito di un tecnico altamente specializzato e un ingegnere di media collocazione. A entrambi si applica il contratto nazionale dei metalmeccanici e centesimo più, centesimo meno guadagnano la stessa cifra: 31mila euro netti. A fare la differenza, nel caso preso in esame dalla società aquilana, sono le condizioni familiari. Il dipendente che non ha carichi a fine anno si ritroverà in tasca 169 euro in meno. I benefici saranno per il lavoratore con moglie e un figlio con più di tre anni. In questo caso il carico familiare frutterà un aumento di reddito di 250 euro netti.


I dipendenti pubblici

La prima busta paga dopo l'introduzione delle nuove disposioni su tasse e detrazioni non ha comportato variazioni sensibili per un dipedente dell'Agenzia delle entrate. A gennaio il suo reddito mensile è aumentato di appena quattro euro rispetto a quello calcolato a settembre dell'anno scorso. Le detrazioni, su un importo di poco superiore ai 1.200 euro, sono scese a 151 euro, contro i 189 euro della precedente rilevazione e l'aliquota massima è passata dal 23 al 27%. Un infermiere dell'ospedale di Pescara, invece, ha sullo stipendio di questo mese 70 euro di trattenute in più rispetto a ottobre. Anche il suo reddito netto, però, è salito di 79 euro e si attesta quasi a 1.800 euro. Ma sul calcolo della busta paga e delle percentuali delle imposte incidono anche gli straordinari e altri fattori variabili.

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