AVEZZANO. Sono stati due studenti marsicani minorenni ad accendere, ieri pomeriggio, un fumogeno all’interno di un bus dell’Arpa scatenando il panico e provocando il blocco del mezzo. Il fatto è avvenuto nella corsa che, nel primo pomeriggio, riporta i ragazzi dall’Aquila nella Marsica. Durante il tragitto, sotto la lunghissima galleria di Tornimparte, improvvisamente i passeggeri hanno iniziato ad avvertire la presenza di un fumo acre. Fumo che si è intensificato in pochi istanti invadendo tutto il bus che, ovviamente, era a quell’ora pieno di passeggeri, fra studenti e lavoratori pendolari che facevano ritorno a casa. L’autista della società regionale dei trasporti pubblici, dimostrando grande professionalità e sangue freddo, è riuscito a non perdere il controllo del mezzo: ha accostato l’autobus a due piani, che aveva oltre settanta persone a bordo. Immediata la richiesta di soccorso alla Polizia Stradale, giunta sul posto con gli agenti del comando diAvezzano, e al personale tecnico dell’Arpa che ha subito inviato sul posto meccanici e altri autobus per far proseguire il trasporto dei passeggeri ed eliminare ogni pericolo dalla strada. I poliziotti del comandante Pisotta, quindi, dopo aver accertato che a provocare il denso fumo era stato un fumogeno «fatto in casa», hanno avviato le indagini e gli interrogatori fra i presenti; sono stati così identificati i due minorenni marsicani. Lievi i danni arrecati al bus e nessun ferito fra i passeggeri. I due ragazzi, per ora, saranno denunciati per interruzione di pubblico servizio e danneggiamento. Gli accertamenti della Polstrada diAvezzano, però, sono ancora in corso e non si escludono altre e ben più pesanti contestazioni ai due studenti che, evidentemente, avrebbero bisogno di trascorrere più tempo sui libri e meno ad armeggiare con giochetti pericolosi e non alla loro portata. Il bus danneggiato si trova presso il magazzino dell’Arpa dove si stanno effettuando verifiche e, soprattutto, controlli all’impianto dell’aria condizionata messo a dura prova dal fumo intenso sprigionatosi dal fumogeno, costruito dai due giovanotti marsicani. Per il resto soltanto una piccola bruciatura sul punto dove è stato acceso il petardo e nulla più. Una storia che, se solo si fosse trattato di qualcosa di più importante o avesse colto impreparato l’autista, ora avrebbe avuto conseguenze molto più gravi e drammatiche.