"Formigoni dovrebbe contenere la sua arroganza. Invece di ringraziare Padre Pio per essere dov'è, continua a dispensare lezioni a destra e a manca." Così Matteo Salvini ai microfoni de 'La zanzara' su Radio 24. "Non ci sono più margini per tenere lì Formigoni - prosegue Salvini - fossi in lui mi sarei già dimesso. Il primo momento possibile per votare sarà in primavera". E sulla nuova giunta aggiunge: "una nuova giunta è inutile e comunque la Lega non dovrebbe entrarci, anzi non dovrebbe dare neanche l'appoggio esterno. E se Formigoni non si dimette lo facciamo dimettere noi.
E' chiaro che sono in molti, nella Lega, a sperare in un segnale forte, un ultimatum o una (ulteriore) tabella di marcia forzata per il governatore lombardo, in modo da farsi trovare preparati al prossimo scandalo. Le tesi di Salvini sono le più rilanciate sulle pagine padane nei social network. E i commenti fioccano. "Non si poteva far cadere subito Formigoni? A che serve il rimpasto?", si chiede Paolo come tanti altri. "Dobbiamo ragionare con il cervello, con il cuore siamo tutti d'accordo", ha trovato la sintesi Cesare.
La spinta a mollare subito Formigoni, se si mettono in fila le voci pro e contro il proseguimento dell'alleanza in Lombardia, è fortissima. Con il Pdl i rapporti sono da sempre altalenanti, ma l'arresto dell'assessore Domenico Zambetti accusato di collusioni con la 'ndrangheta proprio non va giù alla base del Carroccio, dove la pulizia (simboleggiata dalle scope che hanno mandato in soffitta l'era Bossi) è stata il segno della svolta maroniana. "Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo Zambetti", hanno scritto i Giovani Padani di Varese su uno striscione esposto sul balcone della sede storica in cui è iscritto lo stesso Maroni. Più crudo uno striscione all'auditorium di via Corridoni a Milano, dove il leader era atteso: "Con la 'ndrangheta noi non c'entriamo un c...".
E' con questo confronto e con questi malumori che dovrà fare i conti il Consiglio federale dove si troveranno le due anime del partito, Salvini faccia a faccia con Maroni. E sempre Salvini, a Tgcom 24, aveva dichiarato: "Maroni da persona saggia è lì per capire che margini di manovra ci sono. La scelta sulla Lombardia non si può prendere con la monetina, preferiamo ascoltare la gente sulla prosecuzione di questa esperienza governativa, senza rinnegare quanto di buono fatto. Tuttavia quando c'è puzza di mafia il discorso cambia".