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Pescara, 26/03/2026
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Data: 13/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Detrazioni, il taglio è retroattivo. Il ministro Grilli: il rigore non è finito. Cgil e Pd: tagli e tasse, manovra da cambiare

ROMA Il governo frena sulla retroattività dei tagli agli sconti fiscali. Il ministro dell’economia Grilli conferma che «dal punto di vista di cassa il nuovo sistema di detrazioni partirà dal primo gennaio 2013». L’indiscrezione pubblicata dal Sole 24 ore sulla stretta su spese detraibili e oneri deducibili per chi ha redditi oltre i 15 mila a partire da quest’anno, ha sollevato un muro di polemiche. Per Grilli «non si può smettere di essere rigorosi sul taglio della spesa se si vuole essere più dolci sul fronte delle tasse». Ma è l’intero ddl stabilità che, per Cgil e Pd va cambiato. Stefano Fassina, responsabile economico dei democratici, parla di provvedimento dal «segno profondamente regressivo sul piano sociale ed economico», bocciando decisamente le misure riguardanti l’Irpef. Per Fassina «l’accoppiata minore aumento dell’Iva e riduzione delle prime due aliquote Irpef penalizza i redditi più bassi, in particolare i 10 milioni di incapienti, ossia quanti hanno redditi inferiori al minimo imponibile. Vuol dire che pensionati al minimo, giovani lavoratori e lavoratrici disoccupati e senza indennità di disoccupazione, esodati, pagheranno più Iva, senza alcun sollievo dall’Irpef, mentre quanti hanno redditi imponibili inferiori a 30 mila euro all’anno non riusciranno a compensare la maggiore Iva». Totalmente insoddisfatta la Cgil. Per il segretario generale Susanna Camusso «anzichè fare una manovra depressiva sarebbe stato meglio fare una seria detrazione delle tredicesime» perchè bisogna «dare respiro ai redditi da lavoro e da pensioni». La scelta di aumentare l’Iva nonostante tutti gli impegni presi «penalizza tutte le fasce deboli della popolazione e tutto il Paese» mentre la scelta di diminuire le due aliquote Irpef più basse «non è compensativa». Camusso boccia scelte e metodi di governo «non degni di un Paese normale». E’ come se l’Italia viva immersa «in un’economia di guerra, di tagli e tasse» in cui «la ripresa si allontana sempre di più, e la recessione si fa più forte. La Cgil terrà il 20 ottobre una manifestazione nazionale per rimettere al centro delle attenzioni del governo il tema del lavoro e chiedere risposte sulla politica industriale, gli esodati, gli ammortizzatori sociali. Non è dunque certo che entro il 18 ottobre, come sollecitato dal governo, si riuscirà a raggiungere un’intesa sulla produttività: «Il governo pensa che bisogna ridurre i salari e aumentare gli orari di lavoro. Forse non è la ricetta giusta». Intanto scoppia un nuovo caso sugli ammortizzatori sociali. Camusso lancia l’allarme: «Il ministro Fornero ha annunciato che c’è un taglio delle risorse». Lo stanziamento non sarebbe più di un miliardo per il 2013 ma sarebbe stato tagliato di 30 milioni e dunque ammonterebbe a 970 milioni. Il m inistro nega: le somme saranno irrobustite, assicura. Intanto oggi prende il via la raccolta di firme per il referendum sull’articolo 18 e la riforma delle pensioni. Nel comitato promotore sono presenti Fiom, Idv, Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà.

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