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Data: 13/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Barca: «Pronti 3,4 miliardi» Il ministro ha presentato il piano del governo: «Le risorse sono abbondanti»

Cambio della governance e gestione stralcio fino a dicembre: la ricostruzione nella fase cruciale

La fase-2 della ricostruzione è ufficialmente partita. I prossimi mesi, cruciali per le sorti del territorio, diranno se sarà una vera svolta o solo l’ennesimo elenco di buoni propositi. Eccolo a grandi linee il piano che il ministro Barca ha snocciolato ieri a palazzo Chigi, insieme al sindaco Massimo Cialente e al coordinatore delle aree omogenee Emilio Nusca: i soldi ci sono, finisce l’èra del commissario, il capo del Diset Aldo Mancurti gestirà fino al 31 dicembre il passaggio della governance da Chiodi a enti locali e uffici speciali, la cui costituzione è avviata con la nomina dei due super manager. Il tutto è contenuto in due decreti della Presidenza del consiglio dei ministri ora al vaglio della Corte dei Conti.

Le risorse. Non a caso Barca è partito dalla disponibilità finanziaria. Negli ultimi tempi, infatti, erano fioccati gli allarmi di imprese e professionisti sulla scarsità dei fondi. Invece il ministro ha parlato di «risorse abbondanti»: «Ad oggi ci sono 2,5 miliardi di euro che erano già stati previsti dal precedente governo; di questi 250 milioni sono disponibili da 48 ore per la ricostruzione di edifici privati. A questi si aggiungono 447 milioni già impegnati che saranno subito sbloccati per pagare le impree creditrici. Poi ci sono fondi Inail che ammontano a quasi 900 milioni di euro. In tutto si tratta di 3,4 miliardi di euro freschi per ricostruzione».

La nuova governance. Il faticoso passaggio dal commissario Chiodi agli enti locali sembra prendere corpo. Alla fine Barca e il governo si sono convinti che in attesa della costituzione dei due uffici speciali (per L’Aquila e per il cratere sismico) fosse necessaria una gestione stralcio che sarà affidata, come già trapelato nei giorni scorsi, ad Aldo Mancurti, braccio destro del ministro e capo del Diset (il dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriale). «Questo - ha detto Barca - consentirà di trasferire tutte le risorse ai soggetti attuatori». Mancurti avrà un incarico fino al 31 dicembre e sarà una sorta di mini-commissario, dunque, che si occuperà di tutto ciò che concerne la fase di transizione. La filiera Fintecna-Cineas-Reluis continuerà nel frattempo a esaminare i progetti, beneficiando di una mini proroga. Da gennaio 2013 la nuova governance dovrebbe essere pienamente in sella.

Le altre misure. Barca ha spiegato che il primo dei due decreti (l’altro è quello che riguarda Mancurti) «consente di dare chiarezza a tutti i rapporti derivanti dai contratti stipulati dalle strutture commissariali e quindi getta le basi per la liquidazione di tutte le posizioni pendenti. Inoltre assicura i servizi di mobilità per gli universitari per il 2012 e il 2013 (l’Udu ha criticato il ritardo della misura, ndr)». Lo stesso provvedimento garantisce la prosecuzione delle attività di ripristino degli edifici scolastici, consente gli ulteriori trasferimenti per il ripristino delle aree di accoglienza e la continuità della gestione della raccolta delle macerie.

Le polemiche. Cialente ha parlato di «provvedimenti decisivi»: «Veniamo da 4 mesi di stallo completo. Il commissario Chiodi era entrato in uno sciopero bianco, che ha portato a un blocco della situazione. Lo scorso anno all’Aquila non c’è stata una gru, non un cantiere aperto, tanto che tutte le imprese edili hanno messo gli operai in cassa integrazione. Dobbiamo recuperare il tempo perduto e partire con rapidità: c’è un allarme sociale e si sta creando clima di profonda sfiducia». Il sindaco ha parlato di una situazione kafkiana «tra i soldi della Cassa Depositi e Prestiti finiti sulla carta (ma oltre 630 milioni ci sono e sono fermi nelle banche) ed altri 450 fermi all’ex commissario Chiodi. Quello odierno è un passaggio nevralgico, una chiave di volta, non possiamo più sbagliare». Lo stesso Barca ha ammesso che «i fondi ci sono ma il processo si è seduto». C’è attesa anche per la Legge di Stabilità: il ministro ha rivelato che prevede «attenzioni aggiuntive» per il terremoto aquilano.

Il centro storico. Cialente ha detto che i lavori «dovranno partire entro il 2013 e i tempi di esecuzione variano dai 24 fino ad un massimo di 40 mesi».

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