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Data: 14/10/2012
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Legge di stabilità, doppio taglio sugli sconti Irpef

ROMA - La stretta sulle agevolazioni fiscali a regime vale un miliardo di euro. Secondo i calcoli dell'Economia, ad assicurare all'Erario maggiori risorse per oltre 900 milioni all'anno è la franchigia di 250 euro che dovrà essere applicata alle deduzioni e a tutte le detrazioni d'imposta.
Il ticket sulle agevolazioni, stando alle ultime modifiche apportate al testo dell'articolo 12 del Ddl sulla stabilità, non risparmierà neanche i cosiddetti bonus fiscali «riconducibili» alle detrazioni e alle deduzioni degli articoli 15 e 10 del testo unico.

Si tratta ad esempio delle deduzioni per le erogazioni liberali in denaro a favore di confessioni religiose, le detrazioni per le erogazioni liberali in denaro alla società di cultura "La Biennale di Venezia" e le detrazioni per le donazioni all'ente ospedaliero "Ospedale Galliera" di Genova. Restano invece escluse dalla stretta i bonus per le ristrutturazioni edilizie e quelle per la riqualificazione energetica degli edifici.
Gli altri 140 milioni di euro per oltrepassare quota un miliardo, sempre secondo le stime dell'Economia, dovranno arrivare dall'applicazione del tetto di 3mila euro alle detrazioni d'imposta. Una cifra tutto sommato modesta, anche se per il quadro definitivo va chiarita l'interpretazione da dare al tetto, cioè se i 3mila euro si riferiscono al beneficio massimo o alla spesa da portare in detrazione. Nel secondo caso, l'effetto sui contribuenti sarebbe decisamente più pesante, come mostrano gli esempi in pagina: un mutuo con interessi da 4mila euro, che oggi produce uno sconto da 760, produrrebbe un beneficio da 712,5 (a causa della franchigia da 250 euro) nella prima ipotesi: con la lettura più restrittiva, invece, lo sconto si ridurrebbe a 570, e impedirebbe la possibilità di portare in detrazione qualsiasi altra spesa.

Altro punto dolente della "riforma" degli sconti fiscali è quello della retroattività (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), legata al fatto che gli effetti si sentiranno sulle dichiarazioni dei redditi di quest'anno. Da Tokio il ministro dell'Economia spiega che l'effetto di cassa è sul 2013, mentre quello di competenza è legato al 2012 (si veda il servizio a pagina 4), dalla lettura delle norme messe a punto spunta un nuovo capitolo retroattivo della stretta fiscale. A subire il cambio delle regole in corsa, e questa volta senza alcuna deroga, è anche l'agricoltura. La cancellazione degli effetti dell'opzione per la determinazione del reddito d'impresa secondo il reddito agrario, infatti, obbligherà molte imprese agricole a ricostruire il proprio reddito del 2012 secondo le regole ordinarie, peggiorative.
Tra le altre novità in materia fiscale spicca anche la "stabilizzazione" dell'incremento delle accise sulla benzina per il terremoto dell'Emilia. C'è poi la soppressione della clausola di salvaguardia per il prelievo Irpef sul Tfr, entrata in vigore nel 2007 con la modifica alla curva Irpef del Governo Prodi e che fino ad oggi ha drenato all'Erario 130 milioni l'anno. Con la riduzione di un punto delle aliquote del 23% e del 27% rispettivamente al 22 e 26%, la clausola è stata definitivamente cancellata.

La stretta sulle banche, invece, passa soprattutto per il differimento dei termini (dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2017 e dal 2014 al 2019) per il riconoscimento dei vantaggi fiscali legati al riallineamento dei valori civili e fiscali. Confermata la stretta sulle auto aziendali con la deducibilità delle spese che scende dal 27,5 al 20 per cento.

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